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BOLZANO. Oggi la banca non è più a rischio. Superata la crisi, ci sono ora i presupposti per puntare alla redditività e poi ai dividendi per gli azionisti. Lo dimostrano tutti i principali indicatori delle semestrale 2017 relativa a Cassa di risparmio-Sparkasse e presentata in cda. La soddisfazione traspare dai volti dei vertici dell’istituto bancario: dal presidente Gerhard Brandstätter al vicepresidente Carlo Costa, fino al direttore generale e ad, Nicola Calabrò. Il primo semestre va oltre il raggiungimento degli obiettivi strategici prefissati, con la realizzazione di un miglioramento di tutti gli indicatori della banca. Carispa chiude con un utile semestrale di 9,1 milioni di euro, mentre a livello consolidato di gruppo l’utile ammonta a 9,2 milioni di euro. Ed a fine anno resterà un segno positivo. «Dall’ultima ispezione della primavera scorsa nessuna sanzione da parte di Bankitalia», come ricorda Brandstätter, mentre Costa guarda «alla fiducia crescente della clientela, come dimostra la raccolta in aumento». Dal canto suo Calabrò evidenzia «l’obiettivo di creare valore per gli azionisti».
Aumenta la raccolta diretta con una crescita di 70 milioni di euro che corrisponde al +1,1% dal 31.12.16 a dimostrazione della fiducia posta nella banca da parte della propria clientela. Si ottengono con +110 milioni di euro risultati estremamente positivi in particolare sulla raccolta gestita (+10% dal 31.12.16) grazie all’offerta dei servizi di consulenza. Gli impieghi lordi, al netto del calo delle sofferenze (-8,0% dal 31.12.16) registrano un leggero aumento di 20 milioni di euro che corrisponde allo +0,3% da inizio anno.
Il forte incremento dei proventi operativi netti, che rappresentano le fonti ordinarie di reddito, testimonia il particolare stato di salute della banca che riesce ad esprimere, in un contesto fortemente influenzato dal minimo livello storico dei tassi di interesse, risultati di indubbio valore. Si segnala in particolare una crescita dei ricavi operativi (+10,8% depurando il dato 2016 del costo della cessione del portafoglio crediti deteriorati) trainata dalla crescita del margine di interesse (+18,2%) e dei ricavi da servizi (+4,5%). Buoni risultati anche sul versante dei costi operativi che, grazie alla costante attenzione rivolta a perseguire risparmi e sinergie, registrano una contrazione del 6,1%, al netto dei costi legati all’operazione di cessione del portafoglio crediti deteriorati del 2016 e dei contributi al Fondo nazionale di risoluzione (i costi totali si riducono del 12,2% rispetto al primo semestre del 2016). Si registra una diminuzione dei costi amministrativi, in particolare quelli riferiti alle consulenze che diminuiscono del 25,8% (escludendo i costi per consulenze del primo semestre 2016 relativi alla cessione dei crediti deteriorati). Vengono realizzati importanti risultati anche sul fronte del contenimento degli accantonamenti sui crediti, che si riducono a 9,8 milioni di euro (-43,3%) grazie all’efficace politica di gestione dei crediti «non performing», che ha consentito di ridurre lo stock da 1.057 a 930 milioni di euro (-12%), riportando la banca ai livelli del 2013 e proseguendo nel percorso che appena a fine 2015 faceva registrare uno stock di 1.498 milioni di euro.
Infine, nel corso del secondo semestre potranno invece essere registrati gli ulteriori effetti della plusvalenza dell'immobile di Merano (3 milioni di euro).


