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BOLZANO. Il diesel in modalità self service ha sfondato la soglia dei 2,1 euro al litro in autostrada, mentre la benzina ha ormai superato gli 1,8 euro in tutte le regioni italiane. A segnalarlo è l’Unione Nazionale Consumatori (Unc) sulla base dei dati medi pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
In questo quadro Bolzano si colloca tra le zone più care d’Italia. Dopo le autostrade, che detengono il record con 2,105 euro al litro, il gasolio più caro si registra proprio nel territorio altoatesino con una media di 2,081 euro, seguito dal Friuli Venezia Giulia con 2,069 euro e dal Trentino con 2,064 euro. Anche per la benzina la provincia altoatesina è ai vertici della classifica: con 1,866 euro al litro è seconda solo alle autostrade, davanti a Calabria e Basilicata.
Secondo il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, gli interventi per contenere i prezzi sono arrivati troppo tardi. «È evidente che le accise andavano ridotte senza aspettare un mese per accertare la maggiore Iva incassata», afferma.
Intanto l’aumento dei carburanti sta già producendo effetti a catena sull’economia reale. L’associazione segnala infatti rincari nella filiera ortofrutticola, in particolare per i prodotti provenienti dalla Sicilia, dove i costi di trasporto incidono direttamente sui prezzi finali. Per questo l’Unc ha presentato un esposto all’Antitrust, chiedendo di verificare eventuali rincari anomali o possibili violazioni delle norme sulla concorrenza lungo la filiera.


