Caro energia: “Migliaia di piccole imprese in difficoltà, servono misure urgenti”
Analisi della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa: a rischio le aziende con un’incidenza delle bollette tra il 12 e il 40% sui costi. Cantisani: “Le Province di Bolzano e Trento incentivino l’autoproduzione”
BOLZANO. L’aumento dei costi dell’energia torna a preoccupare le piccole e medie imprese del Trentino Alto Adige. Secondo un’analisi di CNA, se le attuali quotazioni di petrolio e gas dovessero restare su questi livelli fino a maggio, il sistema produttivo italiano si troverebbe a sostenere un aggravio di circa 6 miliardi di euro su base annua rispetto al 2025. In caso di crisi prolungata fino a dicembre, la stangata potrebbe arrivare a 30 miliardi.
Sul territorio regionale il rischio riguarda circa 5.500 imprese, per un totale di 15 mila addetti. Si tratta delle attività in cui la spesa energetica incide dal 12 al 40 per cento dei costi complessivi. Tra i settori più esposti ci sono lavanderie, centri estetici, autotrasporto, meccatronica, lavorazione della ceramica, del vetro, dei lapidei e della pelle. Non sono imprese dai consumi enormi, ma risultano tra le più vulnerabili davanti ai rincari di bollette e carburanti.
Fra le categorie più sensibili CNA indica le tintolavanderie, dove l’energia ha inciso per il 35 per cento dei costi nel 2025, con una spesa media annua di 17 mila euro destinata a salire a 22 mila. Nei centri estetici il peso delle bollette varia invece tra il 23 e il 32 per cento, con costi annui compresi tra 32 mila e 46 mila euro. Per autoriparatori, vetro, ferro, ceramica e lavorazione dei lapidei l’incidenza resta elevata, mentre nei comparti alimentare e meccanico il peso dell’energia è più contenuto.
“L’Italia si conferma tra i Paesi europei più vulnerabili durante gli shock energetici”, avverte il presidente della CNA Trentino Alto Adige, Cristiano Cantisani. Per il rappresentante degli artigiani il protrarsi della crisi nel Golfo rischia di scaricare costi insostenibili soprattutto sulle piccole imprese. Da qui la richiesta di misure urgenti per contenere i prezzi e, sul piano locale, di incentivi da parte delle Province di Trento e Bolzano per favorire l’autoproduzione di energia.