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BOLZANO. Il settore dell’autotrasporto continua a fare i conti con rincari e problemi strutturali, ma il Trentino-Alto Adige va controcorrente rispetto al resto del Paese. Secondo l’analisi diffusa dalla CGIA, mentre in Italia nell’ultimo decennio hanno chiuso oltre 19 mila imprese del comparto (-22,2%), la regione registra invece una crescita del 12,1%, pari a 165 aziende in più.
L’accordo raggiunto nelle ultime ore tra Governo e autotrasportatori ha inoltre evitato il fermo nazionale dei mezzi pesanti che da lunedì avrebbe coinvolto circa 740 mila camion, scongiurando pesanti ripercussioni sulla distribuzione delle merci e sugli approvvigionamenti.
A pesare sul comparto è soprattutto il caro carburante. Nelle prime settimane della crisi il costo del diesel è aumentato del 18,5%, provocando per il settore un aggravio stimato in 2,1 miliardi di euro. Una situazione che mette sotto pressione soprattutto le piccole aziende, costrette ad anticipare costi elevati per carburante, manutenzione e gestione operativa, spesso con pagamenti che arrivano soltanto dopo mesi.
Nel panorama locale spicca in particolare il dato della provincia di Bolzano, che nell’ultimo decennio è stata una delle pochissime realtà italiane a crescere, con un aumento del 35,7% delle imprese attive, pari a 213 aziende in più. Un dato in netta controtendenza rispetto a province come Roma, Imperia e Ancona, che hanno registrato i cali più marcati.


