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Bolzano. T-shirt create studiando le tecnologie aerospaziali, tasche magnetiche staccabili e riapplicabili, e i ‘vest’, speciali marsupi, rivestiti di tessuti particolari. Dei veri e propri vestiti del futuro, ma che in realtà sono molto più vicini di quello che possiamo pensare. Dal garage di una casa a Bolzano fino a Milano, ombelico del mondo della moda italiana, il brand CASBA si è fatto largo nella giungla della moda portando sul mercato prodotti ricercati e innovativi. E non è un caso se la nuova collezione, presentata durante la Fashion Week dello scorso giugno, è stata apprezzata - e indossata - anche da artisti della scena rap italiana come Salmo o Ghali. Creata da Giacomo Raimondi, bolzanino di 28 anni, CASBA fa della spasmodica e costante ricerca il proprio cavallo di battaglia: “Io e il mio team siamo sempre andati controcorrente, creando prodotti unici attraverso i quali i nostri clienti si possono ritrovare. Abbiamo un’ideologia che ci accompagna, quella del ‘self-made’ e la viviamo ogni giorno. Tutto quello che abbiamo realizzato finora lo abbiamo fatto con le nostre mani e grazie alla nostra passione” racconta Giacomo.
Raimondi, cos’è Casba?
“Casba è un brand di abbigliamento, che si identifica nella continua innovazione e ricerca del nuovo. Nasce nel 2014, quando ho inziato a stampare le prime magliette nel garage di casa mia. All’inizio era quasi un gioco, ma poi ho sviluppato le prime idee. Al nome, sinonimo di povertà, abbiamo contrapposto come logo un falco incappucciato, simbolo di ricchezza. Mi ha sempre affascinato questo dualismo che ci contraddistingue: avevamo poche chance di farcela e invece ora stiamo avendo successo”.
Un concept ragionato, ricercato
“Sicuramente. La continua ricerca è il nostro punto di forza. Abbiamo iniziato senza nessuna conoscenza nel settore e l’unico modo per emergere era studiare per ore, sbattere la testa, scovare nuovi materiali, capire i meccanismi del gioco. Tutto questo ci ha permesso ogni volta di avere un prodotto di alta qualità che ci identifica e che viene riconosciuto dalla gente, come ad esempio la ‘vest’ dietro la quale c’è tanto studio di design e tessuti”.
Salmo, Ghali, MadMan…anche loro la pensano come voi?
“Quando artisti di questo calibro ci hanno chiesto di poter indossare un nostro capo per un loro concerto è stata una grande emozione. Credo si siano rivisti nella nostra idea di moda, e il fatto che il contatto con personaggi come Salmo sia nato in maniera del tutto naturale ci rende fieri. In maniera grezza si può dire che siamo dei ‘ragazzi di strada’ che si sono fatti largo in questo settore. E’ stato difficile emergere, specie provenendo da Bolzano, ma ora stiamo raccogliendo i frutti del nostro lavoro”.
A cosa si ispira la nuova collezione?
“Associamo ad ogni collezione un preciso momento della nostra vita, e ad esso leghiamo un nome e i colori. In questo caso siamo arrivati ad un punto in cui abbiamo capito che dobbiamo allargare gli orizzonti del nostro brand e pensare in grande, un po' come l’uomo che punta ad andare su Marte. Per questo il claim della nuova collezione è ‘Wear the future’ e i colori dominanti sono l’arancione e il silver, che riprendono l’immaginario spaziale”.
Il tutto con uno sguardo anche all’ambiente…
“Assolutamente. Ci sentiamo in dovere di aiutare a fare qualcosa per l’ambiente, soprattutto ora che abbiamo acquisito esperienza nel campo dei tessuti dopo aver usato sempre ‘Made in Italy’. Le nostre prossime collezioni avranno un’occhio di riguardo su questo. Ci piacerebbe anche creare un vero e proprio studio sulla tematica moda-sostenibilità. In futuro tutto ciò sarà fondamentale, non possiamo stare a guardare senza fare nulla”.
La vostra vision per i prossimi anni?
“Difficile da dire: il nostro è un tipo di prodotto che va capito perché dietro c’è un’ideologia. Noi ci consideriamo una ‘Future Wear Company’ ma niente ci vieta un giorno di allargare il nostro campo d’azione al di fuori della moda. E questo perché la nostra è un’ossessione per la ricerca del nuovo. D’altronde il nostro slogan è ‘Change the Rules’, e noi ci stiamo provando ogni giorno”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Raimondi, cos’è Casba?
“Casba è un brand di abbigliamento, che si identifica nella continua innovazione e ricerca del nuovo. Nasce nel 2014, quando ho inziato a stampare le prime magliette nel garage di casa mia. All’inizio era quasi un gioco, ma poi ho sviluppato le prime idee. Al nome, sinonimo di povertà, abbiamo contrapposto come logo un falco incappucciato, simbolo di ricchezza. Mi ha sempre affascinato questo dualismo che ci contraddistingue: avevamo poche chance di farcela e invece ora stiamo avendo successo”.
Un concept ragionato, ricercato
“Sicuramente. La continua ricerca è il nostro punto di forza. Abbiamo iniziato senza nessuna conoscenza nel settore e l’unico modo per emergere era studiare per ore, sbattere la testa, scovare nuovi materiali, capire i meccanismi del gioco. Tutto questo ci ha permesso ogni volta di avere un prodotto di alta qualità che ci identifica e che viene riconosciuto dalla gente, come ad esempio la ‘vest’ dietro la quale c’è tanto studio di design e tessuti”.
Salmo, Ghali, MadMan…anche loro la pensano come voi?
“Quando artisti di questo calibro ci hanno chiesto di poter indossare un nostro capo per un loro concerto è stata una grande emozione. Credo si siano rivisti nella nostra idea di moda, e il fatto che il contatto con personaggi come Salmo sia nato in maniera del tutto naturale ci rende fieri. In maniera grezza si può dire che siamo dei ‘ragazzi di strada’ che si sono fatti largo in questo settore. E’ stato difficile emergere, specie provenendo da Bolzano, ma ora stiamo raccogliendo i frutti del nostro lavoro”.
A cosa si ispira la nuova collezione?
“Associamo ad ogni collezione un preciso momento della nostra vita, e ad esso leghiamo un nome e i colori. In questo caso siamo arrivati ad un punto in cui abbiamo capito che dobbiamo allargare gli orizzonti del nostro brand e pensare in grande, un po' come l’uomo che punta ad andare su Marte. Per questo il claim della nuova collezione è ‘Wear the future’ e i colori dominanti sono l’arancione e il silver, che riprendono l’immaginario spaziale”.
Il tutto con uno sguardo anche all’ambiente…
“Assolutamente. Ci sentiamo in dovere di aiutare a fare qualcosa per l’ambiente, soprattutto ora che abbiamo acquisito esperienza nel campo dei tessuti dopo aver usato sempre ‘Made in Italy’. Le nostre prossime collezioni avranno un’occhio di riguardo su questo. Ci piacerebbe anche creare un vero e proprio studio sulla tematica moda-sostenibilità. In futuro tutto ciò sarà fondamentale, non possiamo stare a guardare senza fare nulla”.
La vostra vision per i prossimi anni?
“Difficile da dire: il nostro è un tipo di prodotto che va capito perché dietro c’è un’ideologia. Noi ci consideriamo una ‘Future Wear Company’ ma niente ci vieta un giorno di allargare il nostro campo d’azione al di fuori della moda. E questo perché la nostra è un’ossessione per la ricerca del nuovo. D’altronde il nostro slogan è ‘Change the Rules’, e noi ci stiamo provando ogni giorno”.
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