BOLZANO. Cinque proposte per la crescita. Sono contenute nel documento che la delegazione di Cna-Shv ha consegnato l’altro ieri al segretario nazionale del Partito democratico, Matteo Renzi, in visita a Bolzano. Nell’incontro al Noi Techpark con il mondo imprenditoriale altoatesino, la delegazione Cna composta dal presidente Claudio Corrarati, dalla vicepresidente Patrizia Balzamà e dal segretario Günther Schwienbacher, ha esposto al segretario Renzi le cinque priorità per rafforzare la ripresa delle piccole e micro imprese.

Il primo punto del documento è l’accesso al credito. Secondo un’analisi del Centro studi Cna, da dicembre 2011 ad agosto 2017 lo stock del credito bancario alle imprese è diminuito di 173 miliardi di euro, ovvero del 17,4%. Nonostante la crescita del Pil, il miglioramento della raccolta a basso costo e le iniziative della Bce, perdura la criticità nell’accesso al credito delle imprese con meno di 20 addetti: meno 1,4% nell’ultimo anno. Il secondo punto è la burocrazia. Un’impresa su tre giudica positivamente gli sforzi profusi dai governi negli ultimi due anni per snellire il carico burocratico. Tuttavia, risulta aumentato il disagio rispetto all’elevato numero di informazioni richieste e la difficoltà nel reperirle. «Occorre prima di tutto semplificare la burocrazia, poi digitalizzare», così gli artigiani. Terzo tema è il lavoro. Le Pmi, come rivela l’Osservatorio Cna, hanno realizzato una crescita occupazionale del 10% nell’ultimo triennio anche grazie ai provvedimenti come il Jobs Act. «L’abolizione dei voucher è però un errore madornale - ha affermato Corrarati parlando con Renzi - le imprese necessitano di uno strumento per far fronte ai picchi di lavoro stagionali». La tassazione è la quarta priorità sottoposta a Renzi. L’Osservatorio permanente della CNA sulla tassazione ha individuato quest’anno un total tax rate del 61,2%, 20 punti sopra la media europea.

Infine, l’alternanza scuola-lavoro è il quinto argomento illustrato a Renzi. «Forti della best practice sull’apprendistato duale maturata per decenni in Alto Adige - spiega Corrarati - riteniamo che l’alternanza scuola-lavoro così come prevista dalla legge La Buona Scuola del 2015, ovvero le 200/400 ore in azienda per gli studenti del triennio, non sia sufficiente per preparare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro. Proponiamo che l’apprendistato duale altoatesino, che abbina il lavoro in azienda alle lezioni nelle scuole professionali, non sia solo una best practice ma venga davvero esteso a tutta Italia. Renzi, ha letto e ascoltato con attenzione, assicurando alla delegazione di Cna-Shv che gli spunti forniti saranno oggetto di studio nel partito.