BOLZANO. Nel 2014 la Cisl/Sgb ha raggiunto i 45.856 iscritti, in continuo aumento dal 2011 (+8,4%). Quasi la meta (45%) proviene dal comprensorio Isarco/Rienza, sette su 10 sono lavoratori. La Fisascat, con il 34% degli iscritti, è la prima tra le federazioni degli attivi. Tra questi ultimi uno su 2 e donna; uno su 4 ha meno di 35 anni e tre su 5 sono di madrelingua tedesca. Sono alcuni dati del primo bilancio sociale (riferito al periodo 2013-2014) del maggiore sindacato altoatesino, presentato ieri mattina a Bolzano dai vertici della Cisl.

Le attività spaziano da quelle di tutela collettiva - assicura tutele, diritti e redditi dei lavoratori e delle lavoratrici tramite l’attività di contrattazione, la funzione principale del sindacato - a quelle di tutela individuale: offre consulenza e assistenza su rapporto di lavoro, previdenza sociale, ambito fiscale e questioni relative alla casa. «Nei luoghi di lavoro la Cisl/Sgb è presente con 288 rappresentanti nelle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie), con 219 nelle Rsa (Rappresentanze sindacali aziendali) e con 99 persone come rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza», ha ricordato il segretario generale, Michele Buonerba.

Il congresso, massimo organo deliberante, determina l’indirizzo generale e gli obiettivi politico sindacali. Il consiglio generale elabora e definisce le linee di politica sindacale e organizzativa, nell’ambito degli indirizzi stabiliti dal congresso e nel quadro delle politiche generali confederali nazionali. Il comitato esecutivo delibera e coordina le attività sindacali e organizza iniziative di interesse provinciale. La segreteria elabora e implementa le politiche decise dagli altri organi. I ricavi complessivi 2013 sono stati pari a 5,97 milioni di euro, di cui 3,8 milioni il totale dei contributi sindacali. La fonte principale di finanziamento consiste, infatti, nei contributi versati da lavoratori e pensionati (63% del totale delle entrate) che, insieme alle entrate derivanti dalla contrattazione collettiva (13%), costituiscono il 76% del totale delle entrate. Il restante 24% è costituito da entrate per servizi. 5,39 milioni di euro il totale dei costi, di cui il 64% legato alla spesa per la realizzazione delle attività di missione - attività sindacale e di tutela individuale - della Cisl e il 33% alla spesa per le attività di funzionamento il restante. Il 3% è costituito da spese per attività di gestione non caratteristica.

206 gli accordi siglati nel settore privato, che hanno coinvolto 59.447 lavoratori, di cui 10.587 iscritti alla Cisl. Grazie alle attività delle federazioni si sono gestite 81 vertenze collettive, evitati 108 licenziamenti, gestite 9.245 domande di disoccupazioni, con 1.187 lavoratori che hanno beneficiato di ammortizzatori sociali. Infine al Caf si sono rivolti nel periodo in esame 31.259 utenti.