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BOLZANO. Il costo del credito continua a penalizzare le piccole imprese, soprattutto quando i finanziamenti richiesti sono di importo contenuto. È quanto emerge da un'elaborazione della CNA Trentino Alto Adige sui tassi applicati ai prestiti alle imprese al 31 dicembre 2025. Sebbene il costo del denaro sia diminuito rispetto ai picchi del 2023, resta ancora ben al di sopra dei livelli precedenti alla stretta monetaria e continua a gravare soprattutto su artigiani e piccole aziende.
L'analisi evidenzia come, per i finanziamenti destinati agli investimenti, il TAEG medio nazionale sia del 3,96%, ma salga al 6,08% per i prestiti fino a 50mila euro, mentre scende al 3,58% per quelli superiori a un milione di euro. Anche i finanziamenti compresi tra 50mila e 125mila euro restano onerosi, con un tasso medio del 5,50%.
Il Nord-Est si conferma l'area del Paese con i tassi medi più contenuti, pari al 3,76% per i finanziamenti destinati agli investimenti. Tuttavia, anche in questo caso il piccolo credito rimane più costoso: i prestiti fino a 50mila euro arrivano al 5,87%, contro il 3,44% delle operazioni oltre il milione di euro.
Il divario diventa ancora più marcato quando le imprese chiedono finanziamenti per esigenze di liquidità. A livello nazionale il TAEG medio è del 4,95%, ma raggiunge l'8,73% per le operazioni fino a 50mila euro, mentre scende al 3,54% per quelle superiori al milione. Nel Nord-Est il tasso varia dal 3,33% all'8,23%, confermando come il costo del piccolo credito resti significativamente più elevato.
«Per una piccola impresa un finanziamento da 30, 40 o 50mila euro può significare acquistare un macchinario, digitalizzare un processo, assumere una persona, pagare fornitori o superare una fase di tensione finanziaria», osserva il presidente della CNA Trentino Alto Adige, Cristiano Cantisani. «Se però il piccolo credito continua a costare molto più del credito di grande dimensione, il rischio è che gli investimenti vengano rinviati e che la liquidità diventi sempre più onerosa proprio per le imprese più radicate nei territori».
Secondo la CNA, pur registrandosi un calo rispetto al 2023, il costo del denaro rimane ancora elevato. Per questo l'associazione chiede di rafforzare gli strumenti di accesso al credito, rendendo più efficaci le garanzie pubbliche, valorizzando il ruolo dei consorzi territoriali di garanzia come Garfidi, semplificando le procedure e accelerando i tempi di risposta. L'obiettivo è evitare che la riduzione dei tassi di interesse si fermi prima di raggiungere concretamente le piccole imprese.


