BOLZANO. «Sono 229 i lavoratori a rischio per un “buco” di oltre 200 mila euro». L’allarme viene lanciato dalle segreterie Filcams/Cgil di Trentino e Alto Adige che si appellano a Poli, Aspiag e alle Centrali cooperative perché intervengano a tutela dei “loro” lavoratori.

Nel mirino del sindacato del commercio la società cooperativa Lcs, con sede legale a Trento, ma con profonde ramificazioni anche in Alto Adige. «Si tratta di un attività che da alcuni anni sia il gruppo Poli che Aspiag hanno esternalizzato alla società cooperativa Lcs che ora, con un buco in bilancio di oltre 200 mila euro, sta chiedendo ai lavoratori, per la maggior parte stranieri di tutte le nazionalità, una sottoscrizione di capitale di 850 euro, pena l’esclusione dal rapporto di socio della cooperativa», afferma la Filcams. «In altri termini, licenziamento?» si chiede il sindacato.

Ad essere coinvolti sono complessivamente 229 lavoratori che, in tutta la regione, equamente divisi tra Trento e Bolzano, svolgono il lavoro di riempimento bancali e di movimentazione merci nei magazzini dei supermercati dei suddetti gruppi, un lavoro duro che si svolge nelle ore notturne e che in questi giorni si sono visti recapitare a casa una raccomandata che non fa certo dormire sonni tranquilli.

La lettera recita esattamente che: «il presidente (…), nel rispetto delle normative civilistiche vigenti, obbligatoriamente ha il dovere di richiedere la conferma e volontà alla sottoscrizione della quota capitale dovuta pari a 850 euro». Il tutto in osservanza dell’ordine del giorno “Copertura perdite” approvato con delibera di assemblea dello scorso 29 maggio.

Vale la pena di rimarcare che all’assemblea non erano presenti tutti i 229 lavoratori personalmente, ma bensì 60 persone. Agli sportelli del sindacato le domande sono fioccate a fiume: «Perché devo pagare, che cosa vuol dire, perché c’è un debito, chi lo ha generato?» «Non si dimentichi che stiamo parlando di lavoratori stranieri, la maggior parte con grosse difficolta di comprensione della lingua italiana e che rappresentano, quindi, una parte debole e vulnerabile», sottolinea il sindacato.

A questo punto Filcams chiede chiarezza e trasparenza sui fatti. «Nel corso dell’ultimo anno - conclude la Filcams - abbiamo condotto una trattativa con questa stessa società cooperativa che ha portato ad un accordo integrativo, ma nulla è mai uscito su problemi economici e/o di buchi in bilancio. Stiamo parlando di lavoratori che percepiscono in media 500 euro/mensili di stipendio e che oggi si trovano coinvolti in una vicenda di copertura di bilancio». «La situazione è ingiustificabile - concludono Filcams Trentino e Alto Adige - chiediamo, in primis ai committenti, gruppo Aspiag, Poli e alle Centrali cooperative interessate, che intervengano non solo monitorando, ma anche concretamente, a tutela dei lavoratori, affinché non si lasci che ci siano lavoratori che devono pagare per lavorare».

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