Credito d’imposta 5.0, allarme imprese in Alto Adige
Critiche al decreto fiscale per il taglio retroattivo degli incentivi. A rischio investimenti in innovazione, energia e digitalizzazione. Appello al Governo per ripristinare le condizioni originarie
BOLZANO. Forte preoccupazione di Confindustria Alto Adige per le disposizioni del decreto fiscale pubblicato il 27 marzo, che introducono una riduzione del 65% del credito d’imposta 5.0 e l’esclusione dagli incentivi di investimenti strategici, come gli impianti fotovoltaici ad alta efficienza iscritti nel registro Enea.
«Questa modifica normativa, introdotta con effetto retroattivo, penalizza pesantemente tutte quelle imprese – e in Alto Adige sono numerose – che hanno sostenuto investimenti rilevanti relativi ad ambiti strategici come innovazione, digitalizzazione ed efficientamento energetico», afferma Alexander Rieper.
L’associazione sottolinea come l’impossibilità di fare affidamento su norme e dichiarazioni istituzionali rischi di compromettere la fiducia delle imprese. «La certezza del diritto è una condizione imprescindibile per programmare investimenti complessi. Quando le regole cambiano retroattivamente, si rompe il rapporto di fiducia tra Stato e imprese», evidenzia la nota.
Confindustria Alto Adige chiede, quindi, al Governo di ripristinare al più presto le condizioni originarie per le aziende che hanno prenotato il credito d’imposta 5.0, entro il passaggio parlamentare. «Solo garantendo stabilità normativa si può salvaguardare il patto di fiducia necessario agli investimenti futuri», conclude Rieper.