BOLZANO. Hanno casa madre in Germania come nel caso della Würth di Egna o della Röchling di Laives, in Gran Bretagna come la Gkn di Brunico o la Monier di Chienes, in Austria come l’Aspiag di Bolzano o la Wolf System di Campo di Trens. Accanto alla Ladurner, passata in mani cinesi poche settimane fa, ci sono numerose altre realtà imprenditoriali internazionali operanti nella nostra provincia. Multinazionali per le quali la competizione tra regioni si fa sempre più forte, perché portano posti di lavoro qualificati, contatti internazionali, investimenti e – aspetto certo non irrilevante per le casse pubbliche – tante tasse pagate sul territorio.

In Alto Adige le multinazionali hanno un peso fondamentale sia in termini numerici che di impatto occupazionale, come certificano i dati dell’Istituto per il commercio estero che, in collaborazione con il Politecnico di Milano, aggiorna costantemente la banca dati sulle imprese locali a partecipazione estera. L’Alto Adige – subito dopo la Lombardia – è la regione italiana con la più alta incidenza di multinazionali sul totale delle imprese: 4 su mille, un dato doppio rispetto alla media italiana. Nell’ultima rilevazione ne sono state contate ben 156 contro le sole 69 del Trentino.

Pesano le molte imprese dell’area di lingua tedesca, che per questioni linguistiche hanno deciso di posizionare a Bolzano il loro “headquarter” italiano, ma non solo, visto che il 17% delle imprese a controllo estero sono extra-europee.

Molto forte è il peso sull’occupazione. Sono infatti oltre 11 mila gli addetti che lavorano all’interno delle multinazionali. Rilevante anche l’impatto sul fatturato, che è addirittura l’11 per cento. Riuscire a mantenere in Alto Adige queste imprese e possibilmente attirarne di nuove diventa così una sfida decisiva che – dopo l’esperienza della Bls – ora passa nelle mani della Idm ma soprattutto della politica provinciale, come ricorda il presidente di Assoimprenditori, Stefan Pan. «La competizione non si fa più solo tra imprese, ma sempre più anche tra territori. L’Alto Adige come business location deve continuare a mantenere la propria competitività. Possiamo contare su un vantaggio fondamentale, ovvero la produttività dei collaboratori, che - come ci confermano le nostre imprese operanti a livello globale – il più delle volte è superiore a quella registrata negli altri stabilimenti all’estero. Le leve su cui invece possiamo ancora lavorare per migliorare ulteriormente la nostra posizione sono il peso fiscale, la semplicità delle procedure e il costo dell’energia, oltre a quella raggiungibilità plurale che è stata uno dei temi centrali del nostro ricevimento di inizio anno: proprio per queste imprese si tratta di un aspetto irrinunciabile».

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