BOLZANO. Manovra a tenaglia del governo sulle Camere di commercio. Palazzo Chigi approva un decreto legge che taglia del 50 per cento i diritti camerali (oneri pagati annualmente dalle imprese). In soldoni per Bolzano significa una perdita secca di 5 milioni di euro all’anno. Che potrebbero diventare sette - come afferma il vicesegretario generale dell’ente camerale, Luca Filippi - visto che il sistema di calcolo con cui la Regione finanzia le Camere di Commercio di Bolzano e Trento è legato proprio agli introiti da diritti camerali. Sullo sfondo - in un disegno di legge delega - la volontà del governo di riformare l’intero settore: gli enti camerali dovrebbero passare dai 105 attuali (uno per provincia) ad una ventina in totale (uno per regione). A Bolzano si spera di mantenere la Camera di commercio, visto che la Provincia autonoma viene equiparata ad una Regione ordinaria.

Una «botta», quella del dimezzamento dei diritti camerali, non da poco per l’organismo presieduto da Michl Ebner che in passato si è speso per il mantenimento dell’attuale sistema camerale italiano. In Alto Adige l’ente camerale ha un bilancio di circa 30 milioni annui. Un terzo deriva dagli oneri annuali versati dalle imprese, diversi a seconda della tipologia di impresa e società ed in base anche al fatturato per quanto riguarda le ditte individuali. «Mi auguro che il decreto del governo - di cui non abbiamo ancora il testo - indichi nel 2015 l’annualità da cui iniziare il taglio dei diritti camerali, visto che per il 2014 scade in questi giorni il termine di pagamento e bisognerebbe procedere a restituire la metà di quanto hanno pagato le imprese fino ad oggi», afferma Luca Filippi.

Altra possibile riduzione è quella legata ai finanziamenti della Regione per la Camera di commercio. «In passato ottenevamo 5 milioni all’anno, per gli anni dal 2013 al 2015 la cifra è scesa a 3,5 milioni (dopo le critiche dell’ex consigliere Svp, Pardeller sul “tesoretto” camerale, ndr), ma fa riferimento agli introiti che abbiamo dai diritti camerali: quindi se scendono questi ultimi, cala anche il contributo della Reegione, tanto che possiamo affermare come la scelta di Palazzo Chigi possa incidere per 7 milioni totali in meno sul bilancio dell’ente camerale», ancora Filippi. Per evitare l’ulteriore taglio c’è bisogno di una nuova norma in Regione.

All’orizzonte anche la soppressione delle sedi camerali in tutta Italia, come prevede un disegno di legge delega. «In questo caso spero che Bolzano si salvi essendo Provincia autonoma: la chiusura della Camera di commercio non avrebbe senso», chiude il vicesegretario generale.