BOLZANO. Primi passi avanti nella definizione degli ammortizzatori sociali integrati in ambito provinciale. «La nostra proposta di dare attuazione alla delega dello Stato alla Provincia in materia di ammortizzatori sociali pare iniziare a definirsi», afferma Michele Buonerba della Cisl. La Commissione per l’impiego ha dato mandato ad un gruppo di lavoro di elaborare il disegno di legge. In queste settimane il gruppo sta lavorando e si pensa di completare l’opera entro l’estate.

Il sindacato aveva inserito questa misura tra quelle ritenute necessarie da realizzarsi nel corso di questa legislatura. «L’obiettivo che si siamo posti è quello di fare in modo che chi rimane senza lavoro possa godere di un ammortizzatori sociali più generosi di quelli statali. Gli stessi continuerebbero ad essere pagati dall’Inps, ma con apposita convenzione, il maggiore esborso verrebbe coperto dalla Provincia», evidenzia Buonerba.

Il lavoratore o la lavoratrice disoccupati, in cambio di questo maggior reddito garantito dalla fiscalità generale, avrebbe l’obbligo di utilizzare questo periodo di sospensione dal lavoro per riqualificarsi al fine di trovare una nuova collocazione. Questo sarò il passaggio successivo alla definizione delle «politiche passive del lavoro». «Le “politiche attive” andranno invece rivoluzionate nel senso che oggi abbiamo la formazione continua che è finanziata da 7 diverse leggi provinciali e quindi da diverse ripartizioni. Manca una regia che permetta di centrare l’obiettivo della riqualificazione dei disoccupati e infatti si spendono diversi milioni all’anno, ma la disoccupazione continua a crescere», ancora il sindacalista della Cisl.

Infine, sempre durante l’estate, dovrebbe essere definito il testo della legge provinciale sugli appalti. «Si tratta di un’iniziativa intelligente della Provincia che cercherà di anticipare lo Stato nel recepimento dei principi sanciti in materia dalla nuova direttiva comunitaria di recente approvazione», sottolinea Buonerba. In questo ambito il sindacato insisterà con la giunta provinciale per ottenere, nell’ambito dell’offerta economicamente più vantaggiosa, un punteggio aggiuntivo da garantire a quelle imprese che assumeranno persone provenienti dai percorsi di riqualificazione. «In modo particolare pensiamo agli appalti di servizi tra i quali le mense scolastiche, alle attività di giardinaggio oppure alle attività socio-sanitarie», così Buonerba.

Nel complesso il sentiero appare stretto soprattutto perché la proposta sindacale è onerosa per la Provincia. «Siamo consapevoli che la fase d’incertezza nei rapporti finanziari con lo Stato non agevoli la realizzazione di questo progetto, ma siamo altrettanto convinti della sua valenza strategica».