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BOLZANO. Maurizio D’Aurelio riconfermato per i prossimi 4 anni quale segretario generale della Feneal Uil (edili) in Alto Adige. Con lui nella segreteria anche Michele Pavan e Angelo Gallo. Dopo la crisi dal 2007 al 2013, dal 2014 il settore ha iniziato una lenta ripresa, più marcata a partire dal 2016. Ecco così che le imprese del comparto sono passate dalle 1.800 del 2014 alle 1.890 di fine 2017. Nello stesso lasso di tempo i lavoratori da 13.700 sono diventati 16.430, mentre le ore lavorate, sempre in provincia di Bolzano, sono giunte a quota 16,4 milioni dai 14,2 milioni del 2014. Certo non si è recuperato, come numeri, sul 2007, ma un trend positivo nel settore è piuttosto marcato. Presenti, ieri al congresso Feneal a Bolzano anche il segretario generale nazionale Vito Panzarella ed il segretario nazionale con delega per l’edilizia Emilio Correale. «L’andamento economico dei Paesi confinanti, per una piccola economia aperta come quella dell’Alto Adige, ha giocato un ruolo decisivo; il trend positivo di queste economie ha, nei fatti, condizionato fortemente l’economia locale, che è riuscita a crescere anche quando per l’Italia e per il vicino Trentino, continuava la recessione. Il trend positivo del Pil della nostra provincia ha ovviamente avuto riflessi positivi anche sul mercato del lavoro», sottolinea D’Aurelio. Anche il settore edile altoatesino ha beneficiato di questa congiuntura positiva, e dal 2014 ha ricominciato a crescere, anche se lentamente, ma in maniera strutturale.
Diversamente da quanto è accaduto a livello nazionale, dove i segnali di ripresa del settore tardano ancora ad arrivare, il comparto edile provinciale ha contribuito in maniera determinante alla crescita occupazionale in Alto Adige. «Nel periodo agosto 2017 - gennaio 2018, gli occupati del settore sono cresciuti dell’11,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel resto del nostro Paese, invece, la congiuntura negativa che ha caratterizzato il mondo delle costruzioni nel periodo 2008 - 2016, ha lasciato un settore sostanzialmente dimezzato in termini di massa salari, addetti, ore lavorate ed imprese operanti», ancora D’Aurelio. Nel rapporto “Case ed edifici in legno” redatto da Assolegno, si afferma che il settore delle case in legno è in espansione a livello nazionale e che il Trentino Alto Adige sviluppa da solo il 46% del fatturato nazionale generato. Il settore realizza 340 milioni di fatturato grazie ad 883 aziende e 3.589 addetti in regione, mentre la nuova edilizia in legno, nel 2015, ha raggiunto la quota del 7,2% del totale dei permessi di costruzione richiesti in Italia. «L’Alto Adige è sicuramente la regione che esprime vere eccellenze sul sistema “blockhaus” e sugli edifici in legno, e ne è la riprova quanto, per esempio, sta realizzando il Gruppo Rubner di Chienes nelle Filippine», evidenzia il segretario Feneal (iscritti in crescita ed a fine 2017 quasi 1.900). In Alto Adige dopo sei anni di progressiva diminuzione, nel 2016 gli incidenti sul lavoro sono ricominciati a crescere, attestandosi ad oltre 15.000 infortuni; quelli con esito mortale nel 2016 sono calati, da 12 del 2015 a 10, ma esclusivamente per effetto della riduzione di quelli dal settore agricolo, mentre crescono nell’industria e nei servizi. «Attendiamo i dati ufficiali dell’Inail per il 2017 della nostra provincia, anche se temiamo che non rappresenteranno una situazione migliore rispetto a quella del 2016», chiude D’Aurelio.
Diversamente da quanto è accaduto a livello nazionale, dove i segnali di ripresa del settore tardano ancora ad arrivare, il comparto edile provinciale ha contribuito in maniera determinante alla crescita occupazionale in Alto Adige. «Nel periodo agosto 2017 - gennaio 2018, gli occupati del settore sono cresciuti dell’11,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel resto del nostro Paese, invece, la congiuntura negativa che ha caratterizzato il mondo delle costruzioni nel periodo 2008 - 2016, ha lasciato un settore sostanzialmente dimezzato in termini di massa salari, addetti, ore lavorate ed imprese operanti», ancora D’Aurelio. Nel rapporto “Case ed edifici in legno” redatto da Assolegno, si afferma che il settore delle case in legno è in espansione a livello nazionale e che il Trentino Alto Adige sviluppa da solo il 46% del fatturato nazionale generato. Il settore realizza 340 milioni di fatturato grazie ad 883 aziende e 3.589 addetti in regione, mentre la nuova edilizia in legno, nel 2015, ha raggiunto la quota del 7,2% del totale dei permessi di costruzione richiesti in Italia. «L’Alto Adige è sicuramente la regione che esprime vere eccellenze sul sistema “blockhaus” e sugli edifici in legno, e ne è la riprova quanto, per esempio, sta realizzando il Gruppo Rubner di Chienes nelle Filippine», evidenzia il segretario Feneal (iscritti in crescita ed a fine 2017 quasi 1.900). In Alto Adige dopo sei anni di progressiva diminuzione, nel 2016 gli incidenti sul lavoro sono ricominciati a crescere, attestandosi ad oltre 15.000 infortuni; quelli con esito mortale nel 2016 sono calati, da 12 del 2015 a 10, ma esclusivamente per effetto della riduzione di quelli dal settore agricolo, mentre crescono nell’industria e nei servizi. «Attendiamo i dati ufficiali dell’Inail per il 2017 della nostra provincia, anche se temiamo che non rappresenteranno una situazione migliore rispetto a quella del 2016», chiude D’Aurelio.


