BOLZANO. Clima di fiducia in leggero miglioramento, ma ancora negativo, per le imprese edili altoatesine. Le aspettative degli imprenditori sono pessimistiche sotto tutti gli aspetti: dinamica dei costi, investimenti, puntualità dei clienti nei pagamenti e condizioni di accesso al credito. Le previsioni sono negative anche per quanto riguarda l’occupazione. Ciò trova conferma nei dati relativi al mercato del lavoro: tra gennaio e luglio 2014 il numero di lavoratori dipendenti nell’edilizia è stato inferiore del 2,6% rispetto all’anno precedente.

Particolarmente preoccupate - secondo il barometro dell’economia Ire (Camera di commercio) - sono le imprese specializzate nella costruzione di infrastrutture: solo la metà di esse prevede una redditività soddisfacente per l’anno in corso. Un clima leggermente migliore si registra invece nel settore dell’impiantistica e dei lavori di completamento degli edifici (ad esempio carpentieri, lattonieri, elettricisti, idraulici, piastrellisti, ecc.), dove l’indice di redditività raggiunge il 69 per cento. Su questo dato incidono positivamente anche gli anticipi concessi dall’amministrazione provinciale sulle detrazioni fiscali per lavori di risanamento nell’edilizia abitativa. Per sostenere l’edilizia in questa difficile fase occorre però creare un quadro normativo più favorevole, come sottolinea il presidente della Camera di commercio. «L’edilizia è soggetta a severe prescrizioni e a un gran numero di regole. Inoltre i ritardati pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche comportano spesso mancanza di liquidità per le imprese», così Michl Ebner. Per questo motivo la Camera di commercio ha recentemente pubblicato il documento “Pagamenti più rapidi nell’edilizia pubblica”, che contiene concrete proposte di miglioramento per aumentare l’efficienza delle procedure di pagamento nei lavori pubblici.

L’edilizia si trova ormai da diversi anni in una difficile situazione economica. I tagli ai bilanci delle amministrazioni pubbliche, la contrazione del reddito disponibile di molte famiglie, la minore propensione delle imprese a investire e le difficoltà di accesso al credito frenano la domanda. Tra il 2010 e il 2013 le concessioni edilizie ritirate sono diminuite di un terzo in termini di cubatura. Ciò ha portato a un diffuso pessimismo, che ha raggiunto l’apice lo scorso anno: nel 2013 solamente il 42 per cento delle imprese edili altoatesine giudicava positivamente la propria redditività.Quest’anno la situazione sembra migliorare, con l’indice di redditività (quota di imprese che prevedono di poter conseguire redditi soddisfacenti) che è risalito al 66 per cento. Tale valore rappresenta un deciso incremento rispetto al 2013, ma resta comunque molto basso. Gli operatori del settore edile prevedono ancora difficoltà sul mercato altoatesino ed italiano in generale. Tuttavia, le imprese che operano anche al di fuori dei confini nazionali confidano in un aumento del fatturato realizzato all’estero.

«Il clima di fiducia nell'edilizia va analizzato in maniera differenziata. Mentre l'edilizia sembra aver raggiunto il fondo, per le infrastrutture questo si potrà verificare al più presto nel 2015. In ogni caso investimenti in infrastrutture strategiche sono di enorme importanza per lo sviluppo del nostro territorio», chiude Thomas Ausserhofer, presidente del Collegio dei costruttori edili (Assoimprenditori).