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BOLZANO. La nuova società energetica da 1,5 miliardi di ricavi all’anno? Un buon compromesso. «Pari e patta», così, nel mondo economico altoatesino, si definisce l’accordo tra Provincia e Comuni di Bolzano e Merano sulla fusione di Sel e Aew. Sistemata anche la futura governance duale. Proprio per mettere sullo stesso piano Palazzo Widmann e le due municipalità. Senza dimenticare che in futuro la Provincia vuole scendere sotto il 50 per cento. Si parte con quest’ultima al 54,2%, il 21% a testa a Bolzano e Merano e il 3,58% a Selfin (102 Comuni altoatesini e 4 comprensori).
Nascerà un gigante del settore con un migliaio di dipendenti. Nessuno perderà il posto di lavoro, anzi se ne creeranno di nuovi. Ma come, se uno degli obiettivi della nuova società è quello delle sinergie? «In primo luogo ciò sarà possibile nello sviluppo di servizi che attualmente erano forniti da terzi, come ad esempio la manutenzione della rete», così il direttore generale di Aew, Corrado Calabrò. Presupposto sarà una certa flessibilità dei dipendenti, alcuni dei quali verranno formati a nuovi compiti. «Il normale turn-over permetterà l’assunzione di giovani, mentre importante è anche l’accordo che vogliamo fare con la Lub, in primo luogo, per avviare percorsi accademici che poi permettano lo sbocco lavorativo nella nuova società», ancora Calabrò.
Insomma un sistema equilibrato che promette potenzialità di espansione. Da ricordare che adesso si procederà al definitivo passaggio delle quote di Enel in SE Hydropower a Sel per 400 milioni di euro (11 centrali di grande derivazione, più 7 a piccola e aumento partecipazione in quella di San Floriano). Fondamentale chiudere il discorso, visto che si tratta della vera «vacca da mungere» nei prossimi anni. E se il nome della nuova holding ancora non c’è e proposte non ne sono state fatte - «sarei per qualcosa di completamente nuovo», dice Calabrò - la futura governance prevede tre organi ben distinti. Un consiglio di sorveglianza (organo di indirizzo con 6 membri), un consiglio di gestione (6 membri) ed un comitato esecutivo a quattro. Nel primo tre nominati da Provincia ed altrettanti dai Comuni di Bolzano e Merano. Nel secondo due da Provincia, due dai Comuni e una coppia di manager. I primi due organi con presidente e vicepresidente che entrano nel comitato esecutivo. «Ci sarà quindi spazio per vertici di nomina sia della Provincia che dei Comuni, senza contare che per le scelte su alcuni temi sono previste maggioranze qualificate», chiude il vicesindaco meranese, Giorgio Balzarini. Se tutto va bene, ovvero se ci sarà il via libera dei consigli comunali di Bolzano e Merano, la nuova società sarà operativa entro fine agosto.


