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BOLZANO. Riparte la guerra giudiziaria sull’energia. La società Eisackwerk presenterà ricorsi contro la delibera della giunta provinciale che lunedì ha archiviato delle domande pendenti per le grandi concessioni idroelettriche (sopra i 3000 kw di potenza nominale). Tutto cancellato, perché la Provincia metterà a gara le concessioni. Il provvedimento di archiviazione di Palazzo Widmann ha colpito lunedì quatto domande: due centrali sul Passirio, una nell’Adige e una nel rio Gadera.
La società di Hellmuth Frasnelli (già al centro della vertenza sulla assegnazione alla Sel della centrale di S. Antonio) ritiene di essere tra le più colpite dall’archiviazione di tutte le domande di concessione presentate negli ultimi anni sulle grandi derivazioni: «Abbiamo presentato 8 progetti: abbiamo vinto Rio Pusteria, S. Antonio sappiamo come è andata e poi ci sono altri 6 progetti che ora verranno affossati, tra cui rio Gadera, Rienza, Passirio e Isarco».
Ieri mattina è stato pubblicato il testo integrale della delibera. Poche ore più tardi, esaminato il documento, Frasnelli e l’avvocato Anton von Walther hanno comunicato la notizia che veniva data per scontata: «Alla società Eisackwerk Srl, ma anche a tutti gli altri soggetti danneggiati dai provvedimenti di archiviazione della giunta, non resterà che procedere in via giudiziale, impugnando la delibera e tutti gli atti prodromici e consequenziali, per manifesta violazione del diritto comunitario». Da qui l’annuncio, «ricorreremo al Tribunale superiore delle acque e agli organismi comunitari».
Lo scontro è tra due interpretazioni divergenti dell’attuale assetto normativo sulla materia.
Nella lunga delibera numero 1220 «Grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico - espletamento di gare ad evidenza pubblica ed archiviazione di domande» viene ricostruito il contenzioso che ha investito la normativa provinciale sulle concessioni idroelettriche con interventi da parte della Commissione europea, la Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, e infine la Corte costituzionale che ha dichiarato illegittima la legge provinciale 4 del 2011. In nome dei richiamati principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza ed economicità, la giunta provinciale ha deciso di bandire le gare e passare un colpo di spugna sulle domande pendenti. La Eisackwerk contesta la necessità della gara: «Il mercato elettrico è disciplinato dalla direttiva 2009-72-Ce che prevede, in alternativa tra loro, “procedure trasparenti di autorizzazione” e qualora con la procedura di autorizzazione non venisse costruita una capacità sufficiente di generazione di energia elettrica “bandi di gara o una procedura equivalente”».
La società potrà partecipare alle gare, ma ecco l’accusa: «Nell’archiviazione si intravede anche un malcelato tentativo di “usurpare” le idee di privati: i progetti presentati dalla nostra società e da altri, ormai ampiamente analizzati dagli uffici preposti, verrebbero nuovamente banditi, con la conseguenza che ognuno potrebbe presentare progetti in concorrenza, copiando le idee dei progetti archiviati». In sintesi, secondo la Eisackwerk, la Provincia ha ricevuto dall’Autorità di vigilanza «un secco no alle proroghe infinite delle concessioni, un secco no ai privilegi accordati (in passato a concessionari uscenti o a pretendenti concessionari pubblici, ma un deciso sì alle procedure concorrenziali. Nessun obbligo quindi di archiviare e ripartire da zero con bandi di gara». (fr.g.)
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