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BOLZANO. L'euro digitale non deve trasformarsi in un nuovo costo per commercianti e piccole imprese. È la posizione dell'Unione commercio turismo servizi Alto Adige, che sostiene le richieste avanzate da Confcommercio alla Banca d'Italia: zero commissioni sui micropagamenti, integrazione nei sistemi POS già esistenti e massima trasparenza delle spese.
«Se l'Europa crea un nuovo mezzo di pagamento digitale, questo deve offrire alle imprese un valore aggiunto concreto: costi più bassi, semplicità d'uso e nessun investimento aggiuntivo», afferma il presidente dell'Unione Philipp Moser. La questione riguarda soprattutto i piccoli acquisti: oltre la metà dei pagamenti nei negozi dell'area euro è inferiore a 20 euro e le commissioni fisse rischiano di pesare sui margini delle attività familiari.
L'euro digitale, destinato ad affiancare e non a sostituire il contante, potrebbe essere utilizzato nei negozi, online e tra privati, anche senza connessione. Il percorso prevede l'approvazione della base giuridica europea, una fase pilota nella seconda metà del 2027 e una possibile prima emissione nel 2029. La decisione definitiva spetterà alla Banca centrale europea.
Per l'Unione è fondamentale che il nuovo strumento funzioni sui terminali POS e sui registratori di cassa esistenti, senza imporre costosi adeguamenti. Essenziale anche la possibilità di effettuare pagamenti offline in caso di guasti alla rete. «L'euro digitale rappresenta un progresso se rende i pagamenti più semplici, convenienti e sicuri», conclude Moser, ribadendo che non deve comportare nuovi oneri burocratici per le imprese.


