BOLZANO. Nel secondo trimestre del 2014 i distretti del Trentino Alto Adige hanno subito un lieve calo delle esportazioni (-1,5%). Lo afferma il Monitor dei distretti industriali del Triveneto a cura di Intesa Sanpaolo.

Questo risultato è però la sintesi di andamenti differenziati all’interno della regione. A fronte di una buona crescita delle vendite estere di vini rossi e bollicine di Trento (+8,4% la variazione tendenziale, grazie agli ottimi risultati ottenuti negli Stati Uniti) e della sostanziale stabilità dell’export di mele dell’Alto Adige, si è verificato un calo delle esportazioni di vini bianchi di Bolzano (-3,5%), di porfido di Val di Cembra (-16,5%), di mele del Trentino (-20,6%), di legno e arredo dell’Alto Adige (-9,5%). I vini bianchi di Bolzano hanno subito pesanti arretramenti negli Stati Uniti (secondo sbocco commerciale), non compensati dai buoni risultati riportati in Germania.

Il porfido della Val di Cembra, invece, ha accusato un calo dell’export in tutti i suoi principali mercati di sbocco e, in particolare, in Francia. Sia le mele del Trentino che le mele dell’Alto Adige hanno sofferto significativi cali delle vendite in Spagna, non compensati (nel caso delle mele del Trentino) dai buoni risultati conseguiti in alcuni paesi del Nord Africa (su tutti l’Egitto).

Il legno-arredo dell’Alto Adige, infine, sta risentendo della riduzione delle vendite di mobili subite nei suoi due principali sbocchi commerciali, la Germania e l’Austria. A livello geografico, i distretti del Trentino-Alto Adige hanno continuato a crescere negli Stati Uniti, ottenendo brillanti risultati in Egitto, Israele e Giordania.

L’export dei distretti della regione ha invece subito un’inversione di tendenza in Germania, dove si è portato in territorio lievemente negativo. Pesanti perdite sono state poi subite in Austria, Francia e soprattutto Spagna.

Nel secondo trimestre del 2014 le esportazioni dei distretti triveneti hanno evidenziato un buon ritmo di crescita, registrando un aumento tendenziale del 5%. Sono stati trainanti i distretti veneti (+5,5%), secondi solo nel panorama distrettuale italiano alle aree distrettuali del Piemonte e dell’Emilia Romagna. Pur rallentando, hanno evidenziato una crecita anche i distretti friulani (+4,8 per cento).