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BOLZANO. Quando si deve parlare in tre, uno spesso è di troppo. "Ma non quando ci sono di mezzo mutui, garanzie, prestiti, investimenti" dice Gert Lanz, presidente di Garfidi. E se, tra chi li chiede i finanziamenti (le imprese, magari piccole) e chi deve erogarli (le banche) è il soggetto debole, le prime, a trovarsi solo con il proprio futuro. "E dunque eccoci - propone Dado Duzzi, il vicepresidente - perchè sono le cooperative di garanzia a poter mettersi in mezzo a questo rapporto e rendere semplice il lavoro delle imprese e anche quello degli istituti finanziari".
È il ruolo di Garfidi, che ha mostrato ieri i propri bilanci. Nata nel 2012 dalla fusione della Cooperativa artigiana di garanzia, di Terfidi e di Fidimpresa, ha raggiunto nel 2017 la quota, ragguardevole, di 3.074 soci, con una progressione di numeri in entrata sempre in crescita, dai 66 del 2013 ai 130 dell’anno appena trascorso( un più 4%). E sul monte di 15 miliardi di finanziamenti erogati globalmente in Alto Adige, Garfidi ne ha collocati 80 milioni. Con un +58% di finanziamenti concessi. «Che sono ossigeno e sicurezza per chi, come le piccole e medie imprese - hanno detto i vertici della coop di garanzia - vive sui piccoli numeri ma per le quali proprio questi numeri sono decisivi per innovare e progredire». E visto che le Pmi, in provincia , sono lo snodo più affollato del motore economico (il 96% delle aziende ha infatti meno di 8 dipendenti) ecco che il ruolo di partner-mediatore di questa struttura di garanzia è spesso vitale. Tanto che ha ora rapporti di partnership con alcune delle associazioni di categoria più presenti sul territorio, dall’Apa-Lhv, all’Unione commercio, agli albergatori di Hgv, a Cna e infine la Confesercenti.
È quando la liquidità viene meno che si rivela decisiva la presenza di queste coop, allorchè all’imprenditore viene a mancare il supporto per riproporsi sul mercato con maggiore competitività, quando le prospettive dell’azienda sono potenzialmente positive ma occorre trovare lo slancio economico, il prestito, un’immissione di liquidità. «E naturalmente le banche fanno il proprio lavoro - commenta Corrarati di Cna - chiedendo a garanzia spesso 150 a chi chiede 100. Ecco che la garanzia la si fornisce collettivamente, con uno sforzo comune».
Tanto comune che la crescita media annuale dell’attività di garanzia Garfidi è stata, dal 2013 al 2017, del 24%. E tutti i settori imprenditoriali sono rappresentati. «La parte del leone l’ha fatto il settore turistico alberghiero - ha detto Dado Duzzi - raggiungendo il 43% del volume di erogazioni e di garanzia. È naturale perché, ad esempio, quello del commercio opera di solito su livelli di investimento medi mentre nel turismo ogni intervento richiede cifre maggiori e, dunque, maggiori finanziamenti e garanzie complementari». La centralità della struttura è stata confermata ieri, nel corso della presentazione dei bilanci, dalla presenza dei funzionari provinciali («è importante dare garanzie alle fasce imprenditoriali più esposte e meno coperte dai finanziamenti») ma anche del direttore della sede bolzanina di Banca d’Italia, Luigi Parisotto. Decisivo, per far emergere il ruolo centrale di Garfidi come struttura di garanzia "erga omnes", è il fondo centrale di garanzia, gestito direttamente dal ministero per lo Sviluppo economico. E anche lo "stock", ancora a disposizione della cooperativa altoatesina di almeno 12 milioni. «Ma senza dimenticare - insistono Lanz e Duzzi - l’insieme di professionalità che Garfidi è in grado di mettere a disposizione delle piccole imprese e che è in grado di garantire alti livelli di consulenza e non solo di erogazione finanziaria». (p.ca.)
È il ruolo di Garfidi, che ha mostrato ieri i propri bilanci. Nata nel 2012 dalla fusione della Cooperativa artigiana di garanzia, di Terfidi e di Fidimpresa, ha raggiunto nel 2017 la quota, ragguardevole, di 3.074 soci, con una progressione di numeri in entrata sempre in crescita, dai 66 del 2013 ai 130 dell’anno appena trascorso( un più 4%). E sul monte di 15 miliardi di finanziamenti erogati globalmente in Alto Adige, Garfidi ne ha collocati 80 milioni. Con un +58% di finanziamenti concessi. «Che sono ossigeno e sicurezza per chi, come le piccole e medie imprese - hanno detto i vertici della coop di garanzia - vive sui piccoli numeri ma per le quali proprio questi numeri sono decisivi per innovare e progredire». E visto che le Pmi, in provincia , sono lo snodo più affollato del motore economico (il 96% delle aziende ha infatti meno di 8 dipendenti) ecco che il ruolo di partner-mediatore di questa struttura di garanzia è spesso vitale. Tanto che ha ora rapporti di partnership con alcune delle associazioni di categoria più presenti sul territorio, dall’Apa-Lhv, all’Unione commercio, agli albergatori di Hgv, a Cna e infine la Confesercenti.
È quando la liquidità viene meno che si rivela decisiva la presenza di queste coop, allorchè all’imprenditore viene a mancare il supporto per riproporsi sul mercato con maggiore competitività, quando le prospettive dell’azienda sono potenzialmente positive ma occorre trovare lo slancio economico, il prestito, un’immissione di liquidità. «E naturalmente le banche fanno il proprio lavoro - commenta Corrarati di Cna - chiedendo a garanzia spesso 150 a chi chiede 100. Ecco che la garanzia la si fornisce collettivamente, con uno sforzo comune».
Tanto comune che la crescita media annuale dell’attività di garanzia Garfidi è stata, dal 2013 al 2017, del 24%. E tutti i settori imprenditoriali sono rappresentati. «La parte del leone l’ha fatto il settore turistico alberghiero - ha detto Dado Duzzi - raggiungendo il 43% del volume di erogazioni e di garanzia. È naturale perché, ad esempio, quello del commercio opera di solito su livelli di investimento medi mentre nel turismo ogni intervento richiede cifre maggiori e, dunque, maggiori finanziamenti e garanzie complementari». La centralità della struttura è stata confermata ieri, nel corso della presentazione dei bilanci, dalla presenza dei funzionari provinciali («è importante dare garanzie alle fasce imprenditoriali più esposte e meno coperte dai finanziamenti») ma anche del direttore della sede bolzanina di Banca d’Italia, Luigi Parisotto. Decisivo, per far emergere il ruolo centrale di Garfidi come struttura di garanzia "erga omnes", è il fondo centrale di garanzia, gestito direttamente dal ministero per lo Sviluppo economico. E anche lo "stock", ancora a disposizione della cooperativa altoatesina di almeno 12 milioni. «Ma senza dimenticare - insistono Lanz e Duzzi - l’insieme di professionalità che Garfidi è in grado di mettere a disposizione delle piccole imprese e che è in grado di garantire alti livelli di consulenza e non solo di erogazione finanziaria». (p.ca.)


