BOLZANO. «Ho visto cose che voi umani...». Ecco, un pensiero al film Blade Runner dopo aver provato i Google Glass. Solo occhiali? No, molto di più: un computer in miniatura da portare in fronte accanto alle lenti. Una rivoluzione, nuova pietra miliare della tecnologia delle comunicazioni. Ci fai tutto. Quando il wi-fi coprirà l’intero pianeta, non ci sarà neppure bisogno di avere un telefonino accanto.

E a Bolzano, c’è già chi se ne è procurato un esemplare - ieri l’abbiamo provato - e ne sta sviluppando singole applicazioni. Si tratta di Ralph Greifeneder: un austriaco trapiantato in Alto Adige da oltre una ventina d’anni. Proprietario dell’agenzia pubblicitaria «sell well», ha avviato un’azienda start-up in collaborazione con alcuni partner di Graz, Vienna e San Francisco. Proprio per sviluppare un progetto legato agli occhiali realizzati dall’azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin nel 1998 e che ha sede in California.

In pratica un elaboratore con le prestazioni di uno smartphone trova spazio nella montatura degli occhiali e visualizza informazioni nel campo visivo di chi li indossa. «Informazioni che possono essere combinate con l’immagine catturata dalla fotocamera digitale integrata nella montatura», evidenzia Greifeneder. Inoltre è possibile attingere e spedire in tempo reale informazioni da internet.

Google ne aveva previsto l’impiego già dal 2012. Dopo diversi ritardi, l’uscita sul mercato Usa viene adesso preventivata per il 2014. Finora ne esistono nel mondo alcuni esemplari, che sono a disposizione solamente degli sviluppatori. Ma quanto costeranno i Google Glass? «Il loro prezzo sarà intorno ai 350 dollari, ovvero 255 euro, insomma molto meno che uno smartphone di livello», risponde Greifeneder.

C’è però il problema della privacy, dato che con questi occhiali si può filmare, fotografare e registrare tutto e di più, in particolare ovunque. «Le argomentazioni non riguardano mai comunque la funzione degli occhiali. La questione ha a che fare solo ed esclusivamente con la protezione dei dati. I difensori della privacy vedono minacciata la sfera privata di ogni cittadino», sottolinea Greifeneder. Per quest’ultimo verrà innovato anche e soprattutto il mondo del lavoro: «Penso ad un intervento operatorio di un medico: potrà richiamare tutte le informazioni importanti sul suo assistito, senza dover distogliere lo sguardo dal paziente e potrà documentare il suo lavoro e archiviare i dati nello stesso momento». Per gli sviluppatori come l’imprenditore bolzanino il mercato di massa interessa solo marginalmente, perché lavorano a soluzioni che porteranno enormi vantaggi nei processi lavorativi e in questo caso la protezione dei dati non gioca un ruolo così rilevante.

«Top-secret» la soluzione di cui si occupano. «Le dico solo che vi è impegnato un team di sviluppatori di altissimo livello, per questo la società ha diverse sedi, tra cui San Francisco», chiude l’imprenditore bolzanino. Il futuro è già arrivato.