BOLZANO. In Alto Adige, la maggior parte dei lavoratori non teme i cambiamenti del mondo del lavoro: solo uno su cinque considera "abbastanza" o "molto" stressanti le trasformazioni tecniche e organizzative. 

Lo rileva il Barometro dell'Ipl, Istituto promozione lavoratori. L'indagine prende in esame la reazione dei lavoratori di fronte a fenomeni come digitalizzazione, intelligenza artificiale, cambiamento demografico e decarbonizzazione. Solo il 14% dichiara di sentirsi "abbastanza" sotto pressione e il 7% "molto". Il 37% afferma di non sentirla "per niente", mentre il 20% "poco". 

Differenze emergono tra le categorie professionali: i lavoratori part-time mostrano maggiore stress rispetto a quelli full-time (26% contro 19%). Anche tra pubblico e privato si nota una leggera divergenza, con i dipendenti pubblici (18%) più "tranquilli" rispetto a quelli del settore privato (21%). Significative anche le variazioni tra fasce d'età. Gli under 30 appaiono poco preoccupati: solo il 18% percepisce un certo peso dai cambiamenti, e appena l'1% li ritiene "molto" problematici. Questo si spiega con il fatto che i giovani sono "nativi digitali". Curiosa è invece la situazione tra i 50 e i 64 anni. In questo gruppo si registra sia la percentuale più alta di chi avverte stress ("abbastanza" o "molto", 23%), sia quella di chi lo sente poco o per nulla (59%). 

"Questo dato - spiega il direttore Ipl Stefan Perini - potrebbe derivare dal fatto che in questa fascia d'età sono presenti sia lavoratori con ancora diversi anni carriera davanti a sé, sia dipendenti ormai prossimi alla pensione. Appare infatti piuttosto fisiologico che, mentre i primi si preoccupano di ciò che accadrà in futuro, ai secondi ciò non interessi poi granché". "Il fatto che gli altoatesini non temano le novità tecniche e organizzative - commenta il presidente Ipl Andreas Dorigoni - è nel complesso un segnale positivo, in quanto dimostra che la nostra forza lavoro è aperta ai cambiamenti e alla modernizzazione. Al tempo stesso, però, dobbiamo anche sostenere i cittadini che hanno difficoltà con le innovazioni tecnologiche e garantire a tutti un accesso senza barriere ai servizi di base".