BOLZANO. Torna Vinitaly (dal 9 al 12 aprile) e tornano a Verona i produttori vinicoli altoatesini. Alla 51a edizione del Salone dei vini e distillati - appuntamento di livello mondiale - l'Alto Adige è rappresentato da un’ottantina di espositori che si presentano ad uno stand collettivo nel padiglione 6. Quest’ultimo ospiterà, nello spazio informazioni, degustazioni tematiche di vini delle varietà di punta che si alterneranno ogni giorno. Inoltre molte aziende della provincia di Bolzano hanno singoli stand come negli anni passati.

«Il Vinitaly si conferma un momento chiave per tutti coloro che desiderano avere un quadro complessivo del panorama vitivinicolo ed è il luogo ideale per assaggiare i vini della nuova annata e potersi confrontare con i produttori», sottolinea Werner Waldboth, responsabile marketing del Consorzio vini Alto Adige.

Qualche timore - ma finora decisioni non sono state prese - per eventuali dazi ai prodotti europei paventati dall’amministrazione Trump. «Per quanto riguarda i vini Doc l’Alto Adige esporta annualmente negli Usa circa 2 milioni di bottiglie per un valore di 10 milioni di euro. Si tratta del 5% della produzione con il mercato statunitense che è secondo - in termini di export - solo a quello della Germania», prosegue Waldboth. Se guardiamo al complessivo della produzione vinicola altoatesina (bottiglie prodotte con uve che non vengono coltivate in Alto Adige) le esportazioni verso gli Usa sono pari a 35 milioni di euro l’anno. «Sarebbe quindi un bel problema se venissero applicati i dazi», spiega Waldboth.

In totale - per quanto riguarda vini da uve coltivate in Alto Adige - la produzione annuale porta ad un fatturato di 200 milioni complessivi, di cui il 25% viene esportato e la restante parte finisce sul mercato locale o nazionale.

Pur essendo una regione vinicola piccola per superficie, l'Alto Adige si contraddistingue per l'eccellenza e la varietà della sua produzione. 5.000 viticoltori (riforniscono 150 cantine del Consorzio) coltivano, su una superficie di meno di 5.300 ettari, ben 20 vitigni diversi. La produzione di vino si aggira in media intorno ai 350.000 ettolitri annui.

Pinot grigio e Gewürztraminer, Chardonnay e Pinot bianco sono i vini altoatesini più apprezzati. Per questo, in Alto Adige oltre il 55% dei vigneti è riservato alle uve bianche, con tendenza in aumento. Freschi e minerali al palato, strutturati nel gusto, i bianchi doc dell'Alto Adige sono fra i migliori vini bianchi italiani. Tra i vini rossi, oltre ai due vitigni autoctoni Schiava e Lagrein, da 150 anni in Alto Adige si coltivano diffusamente anche varietà internazionali più classiche, come il Pinot nero, il Merlot, il Cabernet sauvignon e il Cabernet franc. «E il 2016 è stata un’annata decisamente buona», conclude Waldboth.