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BOLZANO. Un'altra commessa di rilievo per la Lasa Marmo Srl (con sede in Venosta). A Milano è stato da poco terminato il più alto grattacielo d’Italia. Si tratta della “Torre Isozaki” che prende il nome dall’architetto Arata Isozaki, progettista insieme al suo collega Andrea Maffei. Chiamato anche “Il Dritto”, si trova nel nuovo quartiere businness/residenziale: alto 207 metri, con 50 piani. In futuro sarà la sede della compagnia di assicurazioni Allianz. La Lasa Marmo ha fornito 2.500 metri quadrati di pavimento e gradini per l’ingresso e per il seminterrato. Per questo progetto è stato usato il marmo di Lasa Bianco Nuvolato. La particolarità è la forma romboidale, il pavimento sembra così un cubo tridimensionale. La ditta Rigo Marmi di Milano ha diretto i lavori ed ha eseguito la posa in opera.
Quella del grattacielo di Milano è l'ultima importante commessa per la Lasa Marmo che ha continuato a fornire, anche nel corso di quest'anno, i suoi prodotti in diversi Paesi del mondo: dall'Asia alle Americhe, senza dimenticare l’Europa. Proprio a New York, nel corso del 2016, è previsto il completamento dei lavori presso la metropolitana. Se il contratto con New York andrà in porto (ma oramai è certo che sarà così) c'è da attendere altri appalti simili nel corso dei prossimi anni. Committente è l’autorità portuale dello Stato di New York. La Lasa Marmo ha consegnato più di 32 mila metri quadrati di marmo per la pavimentazione e le pareti, così come piedistalli, scale e colonne: la stazione interna della metro di New York sarà totalmente rivestita in marmo. Per i visitatori dell’areale di Ground Zero, la World Trade Center Transportation Hub, che aprirà nel corso del 2016, non sarà una banale stazione della metro, ma un’area di ricevimento simbolica, con la forma di una colomba in volo. L’appalto raggiungerà il valore di quindici milioni di euro.
L’inizio dell’attività estrattiva a Lasa risale al 1912. Nel novembre del 2008, la Lechner Marmor Spa ha rilevato il 100% delle quote societarie dell’allora Lasa Marmo Spa. I nuovi titolari della "Lasa Marmo" hanno così dato seguito, senza soluzione di continuità, alla lunga e felice gestione imprenditoriale della famiglia Sonzogno. Il padre Giuseppe e la figlia Elisabetta Sonzogno hanno sempre apprezzato il valore del marmo di Lasa, garantendo per decenni che, oltre al lavoro ai massimi livelli professionali, nelle cave non venissero praticati sfruttamenti selvaggi. Con il passaggio della "Lasa Marmo" alla "Lechner Marmor", è stato aperto un nuovo capitolo nella storia della pregiata materia prima e dell'ultraottantenne impresa. Per un verso si è dato seguito al lavoro della famiglia Sonzogno, per l'altro è venuto a crearsi un migliore posizionamento sul mercato, grazie alla riapertura delle storiche cave Lechner.


