BOLZANO. Dal 1980 il numero degli impianti a fune in Alto Adige è diminuito costantemente. Se nel 1980 si registravano complessivamente 440 impianti, nel 2025 il loro numero è sceso a 351. È quanto emerge dall'ultimo report dell'Astat (Istituto provinciale di statistica). La riduzione riguarda soprattutto gli skilift e le seggiovie ad attacco fisso. Tale andamento è dovuto principalmente al fatto che molti impianti più datati vengono sostituiti, nell'ambito dei processi di ammodernamento, da impianti ad ammorsamento automatico più moderni e performanti. Oggi la sostituzione di una seggiovia ad attacco fisso con un impianto ad ammorsamento automatico rappresenta la soluzione adottata nella quasi totalità dei casi.

Nel 2025, la capacità complessiva degli impianti di risalita in Alto Adige ha raggiunto le 562.169 persone all'ora. In media, ogni impianto può trasportare 1.602 persone all'ora. Anche nel 2025, l'ambito territoriale di pianificazione in cui si è registrata la maggior portata oraria è la Val Gardena-Alpe di Siusi con 123.047 persone all'ora, seguito dall'Alta Badia (94.660 persone/ora) e dalla Val Pusteria (72.595 persone/ora).

Nel 2025 la portata oraria degli impianti a fune in Alto Adige è aumentata solo leggermente rispetto all'anno precedente (+0,5%). Gli impianti ad ammorsamento automatico hanno registrato la portata media più elevata: con una media di 2.297 persone all'ora sono infatti in grado di trasportare il maggior numero di passeggeri.

Gli impianti di risalita esistenti hanno una lunghezza media pari a 1.148 metri. Gli impianti più lunghi sono le funivie bifune (2.023 metri). Seguono le funicolari (2.000 metri) e le funivie ad ammorsamento automatico (1.436 metri).

Il 59,7% degli impianti destinati al trasporto degli sciatori, ha la stazione a valle ad un'altitudine di almeno 1.600 metri sul livello del mare. In un contesto caratterizzato dai cambiamenti climatici e da una crescente incertezza riguardo all'innevamento, questo fattore rappresenta un importante vantaggio competitivo. Gli impianti a fune altoatesini destinati agli sport invernali si trovano ad un'altitudine media di 1.841 metri sul livello del mare. Tale valore è calcolato come media tra la quota della stazione a valle e quella della stazione a monte.

Gli esercenti funiviari.Se in passato si è investito nello sviluppo e nella realizzazione di nuovi impianti di risalita e comprensori sciistici, oggi l'attenzione è rivolta a garantire la competitività attraverso investimenti nella qualità e nella sostenibilità: è quanto emerge dal report dell'Astat dedicato agli impianti a fune, appena pubblicato.

«I dati mostrano che il numero degli impianti di risalita è in calo da anni: nel 2000 se ne contavano 392, nel 2010 375, nel 2020 357 e nel 2025 351. «Il motivo è, tra l'altro, che non vengono più individuate nuove aree o comprensori sciistici, ma si punta su quelli già esistenti. Una decisione che condividiamo pienamente. Vogliamo dare il nostro contributo nelle valli per favorire lo sviluppo, mantenere l'approvvigionamento locale e dare lavoro alla popolazione del posto, garantendo così la qualità della vita», afferma il presidente dell'Associazione esercenti funiviari, Helmut Sartori.

I gestori degli impianti di risalita si impegnano per migliorare costantemente. L'efficienza energetica, la produzione sostenibile di energia, ma anche l'accesso con i mezzi pubblici assumono un ruolo sempre più centrale. «Per rimanere competitivi, investiamo quindi, tra l'altro, nell'aumento della capacità di trasporto. Ciò non significa che vengano trasportate più persone, ma che è stato possibile migliorare l'efficienza e il comfort. Risultato: minor consumo energetico, tempi di attesa più brevi», spiega Sartori.

Nel campo dell'efficienza energetica, l'Associazione esercenti funiviari rileva alcuni sviluppi recenti molto positivi. Da quest'anno è urbanisticamente possibile installare impianti fotovoltaici sulla superficie d'acqua dei bacini di accumulo. Recentemente è stata inoltre spianata la strada per gli impianti di pompaggio. «Il nostro obiettivo è diventare autosufficienti dal punto di vista energetico», sottolinea Sartori, il quale aggiunge che già oggi quasi tutte le società associate si riforniscono esclusivamente di energia green.

Valore della produzione.Nel 2024, il valore della produzione delle imprese funiviarie altoatesine ha registrato un aumento significativo rispetto all'anno precedente, passando da 526 milioni di euro a 575 milioni di euro. Parallelamente sono cresciuti anche i costi di produzione. Al netto dei costi d'esercizio e delle imposte, il settore funiviario ha generato un utile d'esercizio pari a 109 milioni di euro, raggiungendo così il miglior risultato economico mai conseguito dalle imprese del comparto.

Nel 2024, le spese per investimenti, compreso l'incremento di capitali fissi per lavori interni, ammontano complessivamente a 177 milioni di euro. Entrando nel dettaglio: 121 milioni di euro sono destinati alle infrastrutture, 22 milioni di euro all'acquisto di attrezzature operative (gatti delle nevi, veicoli, cannoni da neve, ecc.) e 33,6 milioni di euro ad altri investimenti.

Nel 2024 sono state impiegate 2.442 persone nel settore dei trasporti funiviari, con un aumento di 60 unità rispetto all'anno precedente (+2,5%). Nel 2025, in 18 sessioni d'esame sono state esaminate 337 persone candidate per le qualifiche di macchinisti e capi servizio.