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BOLZANO. Il bilancio consuntivo della stagione invernale 2015/16 si è tenuto ieri all’assemblea dell’Associazione esercenti funiviari dell’Alto Adige. Alla presenza del presidente della Provincia Arno Kompatscher e degli assessori Florian Mussner e Richard Theiner, è stato il presidente dell’Associazione, Siegfried Pichler, a fare gli onori di casa. La stagione turistica appena terminata ha avuto una partenza difficile causata dalla carenza di neve su tutte le aree sciistiche. Quelle meno attrezzate hanno perso l’inizio di stagione e parte del periodo natalizio, la situazione si è poi normalizzata successivamente compensando i fatturati quasi ovunque ma resta il problema dell’innevamento nell’alta stagione.
Di riflesso, chi dispone degli impianti di innevamento artificiale ha potuto registrare un aumento del volume di affari. I numeri del periodo novembre - marzo, nel dettaglio, parlano di un andamento nel complesso positivo con un incremento degli arrivi rispetto all’anno precedente, del 12,2%.
Il turismo invernale porta 11 milioni di presenze che lasciano sul territorio 1,6 miliardi di euro, l’equivalente del 9,5% del Pil dell’Alto Adige, dando lavoro a più di 2.000 addetti nel settore funiviario. Gli impianti attualmente in funzione sono 371 e trasportano, durante la stagione invernale, 121 milioni di passeggeri con un fatturato annuo di 290 milioni di euro. Ma non è tutto oro quello che luccica, il cambio climatico porterà, e lo sta già facendo, problemi di programmazione e investimenti. I moderni impianti di risalita, la preparazione delle piste e l’offerta gastronomica non saranno sufficienti per la sempre maggiore esigenza turistica.
I risultati economici positivi arriveranno solo con nuovi target di clienti. «I mercati sono sempre più saturi - spiega Siegfried Pichler - una promozione turistica mirata rappresenterà la premessa per conquistare nuovi clienti. Abbiamo bisogno dell’aeroporto per accrescere la nostra mobilità e i collegamenti aerei diretti con i mercati di origine sono necessari per i clienti che vogliono trascorrere vacanze brevi». Per quanto riguarda gli investimenti? «I costi dell’innevamento artificiale pesano sui bilanci, gli impianti hanno bisogno di continui ammodernamenti e per questo nel 2015 sono stati investiti 45 milioni di euro a cui se ne aggiungeranno altri 80 entro il 2017, la media annuale di questa voce ammonta a 55 milioni. In futuro poi serviranno maggiori volumi d’acqua, attualmente in Alto Adige abbiamo 2,3 milioni di metri cubi ma si dovrà arrivare quasi a 3 per garantire piste innevate anche a inizio stagione».
L’orientamento dei nuovi criteri di incentivazione della provincia ora include anche il potenziamento degli impianti di innevamento e si prevedono interventi speciali proprio per la realizzazione di bacini di accumulo ad utilizzo multiplo con una spesa stimata intorno ai 100 milioni di euro. «La Provincia è attenta allo sviluppo del settore sciistico - ha concluso poi il presidente della Provincia Arno Kompatscher - un settore che funge da traino e valorizza tutto il territorio, per questo gli incentivi mirati per la realizzazione delle infrastrutture devono essere visti in un ottica complessiva».


