BOLZANO. Il 27 del mese è alle porte. Novità in busta paga, per una parte dei lavoratori dipendenti, il cosìddetto bonus Renzi, ovvero un massimo di 80 euro mensili in più. Ma i quasi mille euro all’anno non saranno per tutti i circa 90 mila lavoratori dipendenti che in provincia di Bolzano sono interessati dalla norma legata alle classi di reddito (8-26 mila euro). Del tutto esclusi da qualsivoglia beneficio sono poi i lavoratori autonomi ed i pensionati. Lo spiega, con dati e cifre, il segretario aggiunto della Cisl altoatesina, Michele Buonerba. Al sindacato i lavoratori si sono rivolti nelle settimane scorse per sapere se essere o meno i destinatari del bonus governativo. Quest’ultimo si ottiene attraverso un credito d’imposta e in base alle dichiarazioni avrebbe un costo per lo Stato di 6,4 miliardi di euro e interesserebbe 9,7 milioni di lavoratori dipendenti o assimilati ( ad esempio collaboratori a progetto o soci di cooperative). Considerando che il credito spetterà pieno tra gli 8.000 e i 24.000 di reddito lordo dichiarato nel 2013, diversi che se lo aspettano non lo prenderanno. Pertanto il minor gettito per lo Stato dovrebbe essere di soli 4,9 miliardi di euro (dato Istat).

«Considerando che il provvedimento Renzi si sommerebbe a quello del governo Letta già in vigore dal 1° gennaio 2014 (aumento delle detrazioni per lavoro dipendente rispetto al 2013 che si applica a 16,8 milioni di contribuenti fino a 55.000 euro di reddito), per coloro ai quali sono applicate entrambe le detrazioni, la minore imposta sarà in media di 404 euro e quindi al mese fanno 33 euro (rapportati a 12 mesi e non a 8)», sottolinea Buonerba. Il maggior beneficio complessivo medio, pari a 745 euro perché comprensivo di entrambi i provvedimenti (Letta + Renzi), si avrà per redditi compresi tra 15.000 e 20.000 euro. Anche in questo caso al mese faranno al massimo 62 euro (rapportati a 12 mesi e non a 8). Per i redditi compresi tra i 24.000 e i 26.000 euro, la detrazione si riduce e quindi il bonus sarà mediamente di 425 euro (35 mese fino alla fine del 2014).

Se si classificano i contribuenti sulla base del numero di familiari a carico, ad usufruire maggiormente delle agevolazioni d’imposta saranno i single. Infatti, in base ai dati Istat, oltre il 60% dei contribuenti appartenenti a famiglie con almeno un figlio minore a carico, dichiarano redditi superiori ai 26.000 euro all’anno e pertanto non avranno diritto al bonus. «Il dato del reddito cresce proporzionalmente all’aumentare dei famigliari a carico e pertanto nei nuclei con 3 famigliari a carico il 90% non avrà diritto al bonus», evidenzia il sindacalista della Cisl/Sgb. «Certamente desta scalpore il fatto che chi abbia avuto nel 2013 un reddito pari o inferiore agli 8.000 euro sia posto in una condizione di effettiva discriminazione con chi abbia un solo euro oltre la soglia citata», ancora Buonerba. In Alto Adige sono oltre 27.000 i contribuenti che dichiarano meno di 8.000 euro all’anno ( compresi pensionati e autonomi che non hanno diritto al credito d’imposta). Per loro non ci sarà nulla, mentre per chi avrà dichiarato 8.001 euro scatterà il credito d’imposta completo di 640 euro fino alla fine del 2014.

La conclusione? «Si tratta di un provvedimento positivo, ma ci sono ancora molti dubbi innanzitutto sulle coperture che rischiano di vanificarne la proroga anche per il 2015. Infatti, il beneficio del credito d’imposta nel 2015 si applicherebbe a 12 mesi e quindi i costi per l’erario potrebbero divenire insostenibili», chiude Buonerba.