PHOTO
Bolzano. La riapertura parziale dei cantieri porta con sé una «bomba» da disinnescare al più presto: il rischio dell’esplosione di contenziosi e conseguente esplosione dei prezzi. «Difficile spesso stare al passo con eventi che cambiano di ora in ora», spiega il presidente dell’Ordine degli ingegneri, Giorgio Rossi.
Presidente Rossi, i cantieri oggi sono riaperti, ma la domanda che tutti si fanno è chi pagherà lo stop di queste settimane?
Applicando le regole ordinarie per l’esecuzione dei lavori si rischiano notevoli contenziosi in quanto non esiste un “colpevole” per la chiusura dei cantieri. Da un lato esistono maggiori costi per le imprese conseguenti alle interruzioni. Inoltre dopo la riapertura si registrerà un aumento della durata dei cantieri, che equivale per tutti a maggiori costi. Tuttavia l’imposizione di interrompere o rallentare le attività è legittima in quanto decisa dalle autorità.
E come si potrà risolvere la situazione?
A nostro giudizio potrebbe essere accordato, limitatamente al periodo di emergenza, un aumento percentuale dell’importo contrattuale. In tal modo si compenserebbero gli aumenti dei costi di sicurezza aziendali, quelli interferenziali e la ridotta produttività. Si tratterebbe di un provvedimento legislativo semplice e che eviterebbe la predisposizione di perizie di variante, con notevole risparmio di tempo per le amministrazioni. Ma la soluzione migliore forse è quella proposta dall’assessore Alfreider.
Di cosa si tratta?
L’assessore Daniel Alfreider, che è anche un ingegnere, ha proposto di non sottrarre investimenti nel settore delle infrastrutture per affrontare l’emergenza, anzi sta cercando di aumentarli. Credo si tratti del giusto approccio in quanto creare lavoro è la miglior cura per uscire dalla crisi.
È un problema che non riguarda solo gli ingegneri?
Il nostro Consiglio dell’Ordine è in continuo contatto coi colleghi del comitato interprofessionale (architetti, geometri, dottori agrari e forestali, periti industriali, geometri, geologi, chimici e periti agrari) e con il suo presidente Philipp Gamper. Condividiamo ogni iniziativa. Analogamente abbiamo contatti quasi quotidiani con le associazioni delle imprese e degli artigiani edili.
Al centro di tutto rimane il tema della sicurezza.
Il Comitato paritetico edile ha pubblicato un’utile linea guida per la sicurezza nei cantieri riguardo al rischio da Covid-19. Si tratta di provvedimenti importanti che consentono di affrontare la fase 2 dell’emergenza. Restano da definire alcune procedure amministrative. Prima avremo un quadro chiaro, prima potremo garantire una ripartenza veloce in piena sicurezza. L.B.
Presidente Rossi, i cantieri oggi sono riaperti, ma la domanda che tutti si fanno è chi pagherà lo stop di queste settimane?
Applicando le regole ordinarie per l’esecuzione dei lavori si rischiano notevoli contenziosi in quanto non esiste un “colpevole” per la chiusura dei cantieri. Da un lato esistono maggiori costi per le imprese conseguenti alle interruzioni. Inoltre dopo la riapertura si registrerà un aumento della durata dei cantieri, che equivale per tutti a maggiori costi. Tuttavia l’imposizione di interrompere o rallentare le attività è legittima in quanto decisa dalle autorità.
E come si potrà risolvere la situazione?
A nostro giudizio potrebbe essere accordato, limitatamente al periodo di emergenza, un aumento percentuale dell’importo contrattuale. In tal modo si compenserebbero gli aumenti dei costi di sicurezza aziendali, quelli interferenziali e la ridotta produttività. Si tratterebbe di un provvedimento legislativo semplice e che eviterebbe la predisposizione di perizie di variante, con notevole risparmio di tempo per le amministrazioni. Ma la soluzione migliore forse è quella proposta dall’assessore Alfreider.
Di cosa si tratta?
L’assessore Daniel Alfreider, che è anche un ingegnere, ha proposto di non sottrarre investimenti nel settore delle infrastrutture per affrontare l’emergenza, anzi sta cercando di aumentarli. Credo si tratti del giusto approccio in quanto creare lavoro è la miglior cura per uscire dalla crisi.
È un problema che non riguarda solo gli ingegneri?
Il nostro Consiglio dell’Ordine è in continuo contatto coi colleghi del comitato interprofessionale (architetti, geometri, dottori agrari e forestali, periti industriali, geometri, geologi, chimici e periti agrari) e con il suo presidente Philipp Gamper. Condividiamo ogni iniziativa. Analogamente abbiamo contatti quasi quotidiani con le associazioni delle imprese e degli artigiani edili.
Al centro di tutto rimane il tema della sicurezza.
Il Comitato paritetico edile ha pubblicato un’utile linea guida per la sicurezza nei cantieri riguardo al rischio da Covid-19. Si tratta di provvedimenti importanti che consentono di affrontare la fase 2 dell’emergenza. Restano da definire alcune procedure amministrative. Prima avremo un quadro chiaro, prima potremo garantire una ripartenza veloce in piena sicurezza. L.B.


