BOLZANO. Il ragionamento è semplice. Dove stanno i fini istituzionali della partecipazione pubblica in Brennercom, leggi Provincia, se la società ha appena il 3 per cento delle autostrade digitali presenti in Alto Adige? Diverso il discorso se la Spa avesse in mano una buona parte dei collegamenti in fibra ottica sul territorio altoatesino. Lo afferma l’amministratore delegato di Brennercom, Karl Manfredi, sottolineando, piuttosto, come sarebbe importante sedersi intorno ad un tavolo tra tutti i contendenti e trovare soluzioni. Non solo affidandosi alle decisioni dei magistrati.

«Il consiglio di amministrazione non ha fatto altro che prendere atto di una scelta del governo Renzi, indotta dall’Unione europea, che intende ridurre la presenza nell’ente pubblico nelle società partecipate: a livello italiano da 8 mila portarle a quota mille», ancora Manfredi. Lo scorso anno Brennercom aveva un fatturato di 41 milioni di euro, 200 collaboratori, con un trend espansivo fuori dall’Alto Adige. E se la telefonia tradizionale e internet vengono ad essere sempre più marginali per la Spa, in forte crescita sono settori come il cloud, i data center e la sicurezza. «L’ultima posa di fibra ottica da parte di Brennercom risale a 10 anni fa e noi gestiamo soltanto 85 chilometri di rete in provincia di Bolzano, nei tratti da Bolzano e Merano e da Bressanone a Prato Drava con 350 clienti, per un valore che si aggira sui 7-800 mila euro che rispetto al nostro fatturato sono del tutto secondari», evidenzia l’ad della società.

«La realtà della fibra ottica in Alto Adige vede un 3 per cento del totale in mano a Brennercom, il resto se lo spartiscono già Provincia e Telecom, per cui non si capisce l’interesse strategico che la Provincia dice di avere nel rimanere azionista di Brennercom», afferma Manfredi. Per quest’ultimo, la società da lui guidata non avrebbe nessuno problema a scorporare la fibra ottica e cedere anche quel 3 per cento del totale altoatesino a Palazzo Widmann. Intanto la settimana scorsa Ulrike Ceresara, presidente del Tribunale, sezione Imprese, ha sospeso l'esecuzione della delibera del consiglio di amministrazione di Brennercom spa con cui l'Athesia, socio di maggioranza con il 48,3%, ha escluso dall'assetto societario la Provincia (42,3%) e poi Selfin (4,2%), la società di 102 Comuni, e Asm Bressanone (1,74%) con relativo controvalore delle azioni in denaro. La vicenda è da giorni al centro di un duro scontro tra la Provincia e il gruppo Athesia che fa capo alla famiglia Ebner. Nel merito della delicata questione si entrerà nell'udienza fissata per il 31 luglio prossimo. Al magistrato il compito di stabilire se la presenza dell’ente pubblico in Brennercom abbia fini istituzionali, o meno.