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BOLZANO. Ultimi giorni per la vendemmia 2016 in Alto Adige. Dopo un estate molto piovosa l’ autunno secco con giorni caldi e notti fredde è stato l’ideale per la maturazione delle uve. Così il giudizio unanime dei viticoltori, vignaioli ed enologi altoatesini è che il 2016 sia un’annata qualitativamente buona e assai promettente, foriera di vini bianchi vivaci, intensi al palato e ben strutturati, e vini rossi di grande spessore. In Alto Adige 5.000 viticoltori coltivano, su una superficie di meno di 5.300 ettari, 20 vitigni diversi. La produzione di vino si aggira in media intorno ai 350.000 ettolitri annui.
«Le giornate a ridosso della vendemmia - ricorda Max Niedermayr, presidente del Consorzio vini Alto Adige (155 aziende associate) - sono sempre estremamente importanti per la qualità dell’uva, sicché il clima caldo e secco ha ripristinato nei vigneti le condizioni più favorevoli, creando tutte le premesse di una vendemmia efficace e qualitativamente eccellente». Inoltre, le temperature più basse registrate all’inizio della maturazione hanno fatto sì che le uve maturassero più lentamente, tanto è vero che quest’anno la vendemmia è iniziata, in media, con un ritardo di dieci giorni rispetto al 2015. Solo il 5 settembre, infatti, si è iniziato nella Bassa Atesina e nella zona di Terlano a vendemmiare le prime uve bianche, come Pinot grigio, Pinot bianco e Sauvignon. Per Wolfgang Tratter, enologo della Cantina San Paolo, le uve conferite nel 2016 sono «di ottima qualità, sane e in perfette condizioni, con un equilibrio ideale fra acidità e grado zuccherino». Per Tratter, quindi, nell’Oltradige il 2016 «sarà una grande annata, con vini maturi, fruttati e dotati di grande ricchezza aromatica».
Anche Stefan Kapfinger, enologo della Cantina Merano, condivide l’impressione che le bizze meteorologiche che hanno scandito quasi tutta l’estate 2016 non abbiano avuto ripercussioni rilevanti sulla qualità delle uve. Anzi, «nonostante i timori iniziali, la qualità delle uve incantinate è ottima, con una maturazione fenolica eccellente e valori di acidità ideali». Tra i vini bianchi Stefan Kapfinger è convinto che siano soprattutto il Pinot bianco, lo Chardonnay e il Sauvignon a presentarsi con le caratteristiche più spiccate di tipicità. Per Clemens Lageder, della Tenuta Alois Lageder di Magrè, dopo un’estate estremamente difficile, il 2016 si è concluso con una delle vendemmie più belle e promettenti degli ultimi anni. Il risultato non potrà che essere un’annata di «vini equilibrati, freschi e leggeri, ma nondimeno maturi, con grande ricchezza aromatica e un’incredibile vivacità». «I vini - tanto il Pinot bianco e il Traminer aromatico quanto il Merlot e il Cabernet - spiccano per i loro aromi tipici e la loro freschezza, pur con un contenuto alcolico moderato. Non potremmo desiderare di meglio», così Lageder
«L’autunno del 2016 non poteva riservarci condizioni climatiche migliori», afferma poi Hannes Pfeifer del Pfannenstielhof di Bolzano: «Grazie al clima ottimale che ha caratterizzato le settimane precedenti la vendemmia, la Schiava e il Lagrein si sono ripresi alla grande, e le uve sono state raccolte con un’acidità e un grado zuccherino eccellente». Infine, anche in Val d’Isarco, tutte le uve dei vari vitigni sono state vendemmiate in condizioni ideali. Hannes Baumgartner, del Strasserhof di Varna, ritiene che le uve Sylvaner, Veltliner, Riesling e Müller Thurgau presentino una qualità decisamente superiore alle previsioni.


