BOLZANO. È sempre lì che battono gli artigiani: mobilità complicata, traffico che frena le attività, norme poco smart e dunque ancora saldamente tradizionali quando si tratta di affitti monstre e di poca flessibilità per agevolare la rioccupazione di immobili dismessi. E lo fa anche l'Apa. Per rilanciarsi in un anno che ha fatto registrare molte luci (13.526 aziende associate, 44.091 occupati, 3.524 apprendisti e numeri in crescita) ma anche alcune ombre: autonoleggiatori, panettieri e macellai in forte regressione. Un dato, quest'ultimo, «preoccupante - ha detto il direttore Thomas Pardeller - soprattutto considerando che a soffrire di questa realtà dei fatti sono in particolare le località periferiche basate sul mantenimento dei circuiti economici locali». E poi, ha aggiunto, la mancanza di forza lavoro qualificata, nonostante lo sforzo nella formazione dell'Apa e delle ditte formatrici. Al fondo, poi, c'è una errata percezione ambientale: «Una certa immagine negativa legata all'apprendistato, assolutamente incomprensibile. Basti pensare che, con queste prospettive generali, la formazione professionale rappresenta il modello formativo del futuro. Senza dimenticare - ha aggiunto Pardeller - che non ci sono altre categorie le quali percepiscono uno stipendio nel corso della loro formazione». In conclusione: l'attività legata all'artigianato ha basi solide ma deve spingere per costruire insieme all'ente pubblico, un quadro ambientale che possa garantire uno sviluppo 4.0. E quindi da una parte l'Apa si impegnerà nel 2018 per rafforzare l'immagine dell'artigianato (con una campagna denominata "generation H") puntando sull'orgoglio della professione, dall'altro occorre spingere per legare i contributi all'innovazione: «Le piccole imprese - ha detto anche il presidente Gert Lanz - hanno in ogni caso bisogno di supporto come i contributi agli investimenti attraverso bando, i sostegni nel campo dell'internazionalizzazione e la sovvenzione di progetti in efficienza energetica e energie sostenibili». Il 2018 getterà così il focus sulla formazione, visto che le aziende potranno ottenere sgravi Inps per tre anni e fino ad un massimo di tremila euro quando assumono dipendenti sotto i 30 anni. Ma sarà anche l'anno, è stato detto ieri mentre veniva tracciato il bilancio 2017 dell'associazione, quello del confronto con Comune e Provincia sui grandi temi della mobilità e degli appalti. «Soprattutto nei grandi centri - ha osservato il vicepresidente Giorgio Bergamo - come Bolzano o Merano è indubbio che le emergenze legate al traffico e alla scarsa raggiungibilità siano un freno per l'economia». E dunque occorre rilanciare le consegne con mezzi elettrici e prendere magari esempio da Trento, dove il Comune ha rilanciato la viabilità commerciale agevolandola quando punta sull'efficienza energetica. E poi le periferie degradate: «Occorre flessibilità nell'applicare norme sull'uso di immobili dismessi e puntare al rilancio e alla rivitalizzazione dei quartieri». Ma anche concentrarsi insieme sulla gestione dei nuovi flussi di traffico in vista dell'apertura dei grandi cantieri del pru in centro storico a Bolzano e altrove. Infine la sicurezza. «Spesso - hanno detto i vertici Apa - non se ne tiene conto nella gestione dei rapporti tra enti pubblici e piccole imprese. Invece la sicurezza nel lavoro e sul lavoro, la protezione dei beni e delle persone di fronte ai continui episodi di criminalità - ha detto Bergamo - deve essere un impegno comune». E diventare anche una caratteristica dei tanti progetti di «smart city» in costruzione.(p.ca.)