PHOTO
BOLZANO. «Puntiamo sul mercato del lusso. Le nostre e-bike costano dai 6 mila euro in su: dipende dalle richieste del cliente. Possiamo personalizzare con il legno, la pelle fino ad arrivare ad una bici-gioiello con i cristalli Swarovski». Un passato nel mondo del marketing, Armin Oberhollenzer, 42 anni, originario di Falzes, nel 2013 ha aperto in fondo a via Volta un piccolo laboratorio, dove nascono le bici elettriche “Leaos” che coniugano prestazioni ed estetica.
Il gusto per il bello. La ricerca nel campo del bello ha portato l’azienda bolzanina a conquistare, nei giorni scorsi, il Red Dot Produkt- Design Award 2015.
Di cosa si tratta?
Di uno dei maggiori e più importanti premi del design mondiale. Lo scopo del concorso è quello di valorizzare le particolari qualità di progettisti e produttori che dal 1955 possono partecipare alla selezione, presieduta da 38 esperti che valutano prodotti ed oggetti nei minimi dettagli.
I prodotti che conquistano questo premio sono esposti nel museo del Red Dot di Essen, in Germania.
«Non ho dipendenti fissi - dice Oberhollenzer - ma collaboro con una serie di professionisti: il designer è Francesco Sommacol. I progetti delle nostre bici nascono a Bolzano e anche l’assemblaggio viene fatto nel laboratorio di via Volta, mentre il telaio è realizzato a Venezia».
Come nasce l’idea di lanciarsi in un settore come quello delle bici elettriche?
«Dalla voglia di fare qualcosa di nuovo. In questo campo però operano, già da tempo, grandi aziende. Inutile tentare di mettersi in concorrenza: non avrebbe alcun senso. Di qui la decisione di puntare in particolare sull’estetica, un aspetto che finora è stato scarsamente considerato. Ritenendo prevalenti caratteristiche come praticità, comodità, funzionalità delle due ruote a pedalata assistita che ti consentono di spostarsi in città senza fare fatica ».
La nuova bici, griffata “Leaos”, è unisex, si può scegliere nella versione 25 o 45 chilometri all’ora. Ma è il design e soprattutto la possibilità di “customizzarla” che la rendono unica.
Il lusso. «Commercializziamo i nostri prodotti - dice Oberhollenzer - non usando i canali tradizionale, ma attraverso internet o i negozi che vendono oggetti di lusso, come ad esempio le auto».
Belle ma care: chi acquista le bici della “Leaos”?
«Da quando abbiamo aperto nel 2013 ad oggi ne abbiamo già vendute circa 300. Il nostro obiettivo è riuscire ad arrivare a 500 all’anno».
Il cliente è più straniero o italiano?
«Vendiamo un po’ in tutt’Europa: dagli Stati Uniti al Kuwait. È qui che abbiamo venduto un modello, super-accessoriato da 12 mila euro. L’obiettivo però è crescere pure sul mercato italiano: siamo convinti che anche da noi ci siano molti clienti esigenti. Che non vogliono solo una e-bike, ma qualcosa di particolare. In cui siano curati anche gli accessori. La borsa laterale, per fare un esempio, non è semplicemente un contenitore dove mettere le carte dell’ufficio o il sacchetto del pane comprato in negozio, ma un qualcosa di raffinato nelle linee e nei materiali scelti: si va dalla pelle nelle varie tinte al legno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA


