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BRESSANONE. L'eccellenza altoatesina passa anche dai prefabbricati in calcestruzzo, e con un nome ben preciso: Progress, anzi Progress Group, visto che alla holding con l'headquarter a Bressanone fanno riferimento realtà aziendali in Germania, Belgio, Canada, Stati Uniti, Malesia e in India, oltre che nella stessa Bressanone.
Fondata nel 1961 come azienda familiare, ora la Progress è alla seconda generazione della famiglia Froschmayr e scrive pagine sempre più significative nel settore dell'edilizia, visto che dagli anni Settanta-Ottanta si è specializzata nei prefabbricati di calcestruzzo prodotti a Bressanone. Ma il suo punto di forza in termini di fatturato sono gli impianti, i macchinari e i software per produttori di prefabbricati in calcestruzzo, che sono venduti in tutto il mondo.
In questo periodo i riflettori della Progress sono puntati sul progetto Pareus Resort a Caorle dove si concretizza la tecnologia di costruzione innovativa e rivolta alla sostenibilità con la stampante 3D per calcestruzzo SPI (Selective Paste Intrusion) appositamente realizzata: uno dei progetti di riferimento più importanti per questo segmento.
Ma l'attenzione e l'orgoglio dell'azienda sono anche per la partecipazione al progetto di ristrutturazione dello stadio del salto di Predazzo che ospiterà le gare di salto con gli sci per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, un incarico con tempi stretti per la realizzazione, come spiega all'Alto Adige l'ingegner Piero Bernabé, ceo di Progress Spa.
Cosa sta facendo la Progress a Predazzo, ingegner Bernabè?
“Abbiamo fornito i prefabbricati per la struttura dello stadio del salto in Val di Fiemme per la torre per la regia e le riprese televisive e per tutte strutture per gli atleti collegate all'impianto. C'era una vecchia rampa più piccola che è stata completamente ricostruita aggiungendo la nuova struttura. È un progetto importante perché non si costruisce ogni giorno una struttura di questo genere. Ed è una progettazione complessa sia per la posizione, sia perché è una struttura alta, molto particolare, con l'esigenza di resistere bene alle intemperie e di richiedere una successiva manutenzione limitata.
Sarete orgogliosi di questo incarico olimpico.
“Sì, lo siamo, ma non è l'unico: con i nostri prefabbricati in calcestruzzo siamo stati coinvolti in diversi progetti collegati alle Olimpiadi invernali del 2026, perché come spesso capita in queste situazioni i progetti vengono studiati a lungo ma poi per l'esecuzione rimane poco tempo quindi tempi stretti di realizzazione, e budget definiti hanno portato diversi progettisti a scegliere soluzioni prefabbricate. Noi ci occupiamo di strutture che vengano prodotte in stabilimento e poi portate nei cantieri per ridurre i tempi di costruzione e avere dei costi certi nelle realizzazioni. A Anterselva abbiamo collaborato per l'ampliamento dell'Arena Alto Adige lo stadio che ospiterà le gare di biathlon, un grosso progetto come quello dell'intervento a Predazzo.
In entrambi i casi sono utilizzati i prefabbricati in calcestruzzo che producete a Bressanone, che caratteristiche ha questo materiale?
È un ottimo materiale che si adatta a varie situazioni: è molto resistente, non costa tanto, è facile da riciclare. In Progress abbiamo cercato di massimizzare queste caratteristiche positive sviluppando dei prodotti innovativi non solo per la funzione portante, ma anche per la coibentazione termica, prodotti efficienti dal punto di vista energetico che fanno sì che sia necessaria poca energia per riscaldare e raffreddare gli ambienti realizzati con queste strutture.
Quanto fattura il Gruppo Progress?
Circa 250 milioni di euro, percentualmente l'80 % del fatturato deriva da macchinari e software per la prefabbricazione, e il 20% dalla produzione di prefabbricati in calcestruzzo a Bressanone, che è venduta al 90% in Italia per il costo dei trasporti. Sarebbe troppo costoso portare, per esempio, dei prefabbricati in Olanda. Macchinari e software sono invece venduti in tutto il mondo a impianti di produzione analoghi al nostro di Bressanone , dove vengono utilizzati per la produzione di elementi in calcestruzzo.
A proposito di Bressanone, quante persone lavorano in sede?
Circa 300 , mentre a livello internazionale sono circa 700. A Bressanone la maggior parte dei dipendenti è locale, o viene dalla provincia, ma stiamo cercando persone che parlino altre lingue per il lavoro su altri mercati.
Potreste anche attrarre dei "cervelli in fuga".
Sì è possibile, abbiamo anche casi di persone che si sono formate all'estero ma poi hanno deciso di venire a lavorare da noi perché amano l'Alto Adige. La nostra regione è attraente per il clima, le montagne, ma anche per le bellissime aziende che hanno delle condizioni di lavoro eccezionali, ma c'è un rovescio della medaglia: qui è difficile trovare casa per i costi che sono molto alti, e anche il costo della vita è molto alto. È un tema che va gestito, noi possiamo compensare con condizioni favorevoli, ma chi si trasferisce qui deve spendere più del 30% dello stipendio per l'affitto di un'abitazione.


