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BOLZANO. «Anticiperemo a giugno il vertice tra noi e la piattaforma delle imprese e delle associazioni per elaborare una strategia comune di contrasto all'emergenza dazi»: dice così Marco Galateo. «Sarebbe stato troppo tardi attendere l'autunno», rivela l'assessore all'economia guardando alla precedente calendarizzazione dell'incontro.
Nel mentre, tuttavia, la Provincia ha deciso di muoversi dentro un quadro generale di sostegno, in attesa di capire se sarà necessario aiutare nello specifico anche singoli settori imprenditoriali una volta valutato l'impatto delle misure da Oltreoceano. «Siamo pronti ad aiutare l'export altoatesino che guarda al mercato americano, sia come integrazioni alle strategie aziendali e settoriali sia nella sua presenza nelle fiere e nelle vetrine dei prodotti», spiega l'assessore e vicepresidente della giunta.L'entità del finanziamento non è stata ancora configurata proprio nell'attesa che indagini specifiche traccino il quadro dell'impatto.
«Oggi lo scenario è meno drammatico che non qualche settimana fa - si spiega a Palazzo Widmann - anche aspettando che si confermi il possibile vertice a Roma tra Donald Trump e la Ue intorno all'ipotesi di un accordo quadro sui dazi». Questa decisione è stata assunta ora proprio per riconfigurare la forza di una presenza altoatesina sui mercati Usa nel caso in cui la crisi dei dazi possa riesplodere in uno scenario di nuova incomunicabilità tra Trump e i Paesi Ue. E tutto questo perché i rapporti commerciali tra l'Alto Adige e gli Stati Uniti sono giudicati strategici proprio in virtù dei numeri che li caratterizzano: 511 milioni di euro è infatti il valore del nostro export negli Usa, con un aumento, nel 2024 rispetto all'anno precedente, del 12,6%. Con un peso del 6,9% sull'intero export provinciale. Tanto che gli Stati Uniti si trovano ad essere il terzo mercato per il nostri prodotti dopo la Germania e l'Austria.
«Questo fa comprendere il senso dell'intervento nel quadro dei dazi preannunciati anche se, per ora, sono stati temporaneamente congelati», commenta Manuela Defant, direttrice della ripartizione sviluppo economico della Provincia.Con il tavolo di confronto con le associazioni anticipato tra poco più di un mese - si tratta della «piattaforma economica 2030» appena insediata da Palazzo Widmann - si avvieranno a breve studi di mercato sull'export verso gli Usa con approfondimenti intorno ad altri sbocchi alternativi su nuovi Paesi, ma non mancheranno comunque sostegni specifici per la formazione e per la consulenza alle imprese, il sostegno alle missioni commerciali e il sostegno alla presenza nelle fiere.


