BOLZANO. Anche in Alto Adige un gruppo costuituito da diverse Rsu - tra cui quelle di Apparatebau, Acciaierie, Frubona, parte del Poli, Ninz e Pan di Laives - e da parecchi lavoratori di aziende private, della pubblica amministrazione e della scuola, ha deciso di mobilitarsi per costruire «un movimento unitario di massa», a prescindere dalle appartenenze sindacali e politiche, che mira ad arrivare all’abrogazione della legge Fornero sulle pensioni, in modo tale da riuscire ad ottenere una riforma della previdenza «equa dal punto di vista sociale e rispettosa dei diritti dei lavoratori». Lo slancio iniziale per costituire il comitato altoatesino è venuto dal caso Electrolux (azienda al centro di un caso nazionale in tema di diritti dei lavoratori), ma poi i consensi sono arrivati a decine. «Abbiamo deciso di attivarci direttamente come Rsu - sottolinea Rosario Grasso - perché, a due anni dall’entrata in vigore della riforma Fornero, sono ormai evidenti le profonde ingiustizie sociali del sistema previdenziale in vigore. Bisogna riaprire il dibattito sulle pensioni e dare vita ad una mobilitazione generale con l’obiettivo di superare l’attuale modello».

A questo scopo è in corso anche in provincia di Bolzano, come nel resto d’Italia, una raccolta firme su una petizione per arrivare a pensioni più eque. «Ci sono già stati - spiega Grasso - i primi incontri a livello nazionale a Milano e Firenze, ma a breve ci presenteremo ufficialmente anche a Bolzano. Alla legge Fornero i sindacati, contro i quali non abbiamo nulla, hanno risposto con tre ore di sciopero e a migliaia di lavoratori questo approccio è sembrato davvero troppo blando. Bisogna cercare di riprendere in mano la trattativa».

Gli obiettivi del comitato sono: riuscire ad organizzare un sistema previdenziale che consenta l’accesso volontario alla pensione con 60 anni di età o 40 anni di contributi senza penalizzazioni; la riduzione dei 40 anni di contribuzione per i lavori usuranti; la salvaguardia del potere d’acquisto delle pensioni attuali e future; la copertura contributiva ininterrotta per donne, giovani, precari e lavoratori stranieri; il superamento dell’attuale giungla dei fondi pensione integrativi e la separazione tra assistenza, previdenza e politiche rivolte al mercato del lavoro. «La legge Fornero - conclude Rosario Grasso - va combattuta perché non consente più ai lavoratori di andare in pensione, penalizza i giovani che per questo motivo non entrano nel mondo del lavoro ma incide negativamente anche sulla produttività delle imprese che non possono attuare il dovuto ricambio generazionale». Per saperne di più si può scrivere a rsucontrofornero.bz@libero.it. Su www.rsucontroriformapensionifornero.it è possibile firmare anche online.

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