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BOLZANO. Il vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano e assessore allo Sviluppo economico Marco Galateo ha partecipato al tavolo di lavoro convocato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, dedicato all’acquisizione di Iveco Defence Vehicles da parte di Leonardo SpA. Lo stabilimento di Bolzano, che impiega quasi 1.000 lavoratori, è uno dei poli più importanti d’Italia nella produzione di veicoli blindati e tattici per la difesa e la protezione civile.
“Insieme al ministro Urso e ai rappresentanti di Iveco e Leonardo abbiamo ricevuto rassicurazioni importanti sul futuro di Iveco Defence”, ha dichiarato Galateo, sottolineando che “Leonardo garantirà la continuità dei siti produttivi, tra cui quello di Bolzano, e la tutela dei livelli occupazionali”. L’operazione, del valore di 1,7 miliardi di euro, “rafforzerà la sovranità industriale italiana nel settore della difesa terrestre”, ha aggiunto l’assessore, ricordando la collaborazione tra Provincia e Iveco Defence, testimoniata anche dal progetto della pista prove di Vadena.
Il ministro Urso ha definito la cessione “un tassello fondamentale per lo sviluppo del piano industriale di consolidamento nei cinque domini operativi – terra, mare, aria, spazio e cyber – di Leonardo”. Ha inoltre annunciato che, per la parte civile di Iveco, incontrerà a breve il gruppo Tata Motors, in vista di una nuova convocazione del tavolo con parti sociali ed enti locali. Il Mimit monitorerà il passaggio societario “in piena trasparenza”, ponendo particolare attenzione alla tutela di tecnologia, ricerca e patrimonio industriale nazionale.
Durante l’incontro, Galateo ha anche affrontato con Urso il tema delle Acciaierie di Bolzano, ribadendo l’impegno comune per la continuità produttiva e occupazionale del sito. “Il Governo sta valutando l’attuazione del golden power – ha precisato – perché l’interesse strategico nazionale è ormai evidente”.
Le organizzazioni sindacali hanno espresso posizioni articolate. La Fiom-Cgil ha criticato la separazione dei tavoli tra divisione militare e civile, chiedendo garanzie per tutti i lavoratori, compresi i somministrati. La Uilm ha espresso fiducia nel piano di Leonardo, purché siano mantenuti i trattamenti contrattuali attuali e tutelate tutte le fabbriche del gruppo. La Fismic Confsal, infine, ha accolto positivamente le parole di Leonardo ma ha chiesto chiarimenti sul futuro dell’indotto e un confronto urgente anche con Tata, “per evitare un effetto domino sull’intero ecosistema produttivo”.


