BOLZANO. Pensi all’industria altoatesina e lo sguardo va al capoluogo. Ancora convinti che la «mitica» zona industriale sia rimasta un bacino di operai. Sbagliato. Basta vedere i dati resi pubblici ieri da Assoimprenditori per quanto riguarda il manifatturiero in Alto Adige: il numero più alto di occupati nel settore lo trovi nel circondario di Brunico, con 6.154 persone, seguito dai circondari di Bolzano (3.984), Bressanone (3.741) e Merano (2.833). Assoimprenditori sottolinea l’importanza dell’industria in periferia. «Senza questi posti di lavoro non ci sarebbero clienti per il commercio di vicinato ed i piccoli artigiani, molti contadini sarebbero costretti ad abbandonare i loro masi e numerosi paesi sarebbero a rischio spopolamento», così il presidente Stefan Pan.

Il settore manifatturiero genera occupazione diretta in tutti i 116 comuni dell’Alto Adige. In 20 comuni il settore produttivo dà lavoro a più della metà di tutti gli occupati dipendenti ed in 39 comuni a più del 40 pe rcento. Nella quasi totalità dei comuni altoatesini (108 su 116) è occupato nel settore manifatturiero almeno un lavoratore dipendente su dieci. Qualche esempio: a Chienes il settore manifatturiero occupa il 74 per cento dei lavoratori dipendenti, a Postal il 69,2 per cento, a Campo Tures il 62,8% ed a Gais il 62,6 per cento. Lo stesso vale per comuni di maggiori dimensioni: a Renon lavorano nel settore manifatturiero il 54,3 per cento di tutti gli occupati dipendenti, a Vipiteno il 40,1 pe rcento, a Laives il 37,2 pe rcento.

Accanto all’occupazione diretta il settore manifatturiero assume una rilevanza particolare anche in relazione a numerosi altri fattori: dall’indotto per altri settori economici alla possibilità di offrire uno stipendio fisso ai cosiddetti “Nebenerwerbsbauern”, (contadini con seconda occupazione) passando per l’offerta di servizi “sociali” come gli asili nido aziendali, le collaborazioni con gli istituti scolastici della zona oppure i collegamenti di trasporto fino al luogo di lavoro.

«È riconosciuto che l’industria è il settore più innovativo ed orientato all’export. Questi dati aggiungono un tassello ulteriore: le imprese manifatturiere sono decisive per lo sviluppo anche di paesi più piccoli o di zone che nel nostro immaginario consideriamo rurali. In realtà, il fatto che molti dei più importanti stabilimenti industriali spesso non si notino perché si inseriscono bene nell’ambiente circostante, mostra l’attenzione particolare che le nostre imprese danno allo sviluppo sostenibile, all’ambiente che le circonda ed all’utilizzo attento del territorio», sottolinea il presidente di Assoimprenditori Alto Adige.

La presenza delle imprese manifatturiere nelle zone rurali deve essere garantita anche in futuro, se si vogliono mantenere i posti di lavoro esistenti e crearne di nuovi. «Proprio per questo è decisivo assicurare un contesto competitivo su tutto il territorio. Questo significa realizzare le infrastrutture necessarie per il trasporto di dati, mezzi, persone ed energia e rafforzare la rete di contatti tra imprese, università e istituti di ricerca», prosegue Pan. Per «svelare» i tanti collegamenti nascosti tra industria e zone rurali Assoimprenditori ha realizzato un video disponibile sul sito internet disponibile sul sito internet (www.assoimprenditori.bz.it) dell’associazione.

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