BOLZANO. Il commercio tiene, anche nella crisi, e chiede alla politica di essere sostenuto non portato a fondo. «Ecco perché protestiamo contro la burocrazia e una tassazione quasi insopportabile», riassume Walter Amort, presidente dell’Unione commercio, turismo e servizi, che ha tenuto ieri l’assemblea generale nella sede ai Piani di Bolzano. E’ stata una assemblea in cui i commercianti hanno voluto dare il segno di una categoria che guarda avanti con realismo, riconoscendo i propri punti di forza rispetto a settori che anche in Alto Adige sono aggrediti dalla crisi. «Uno studio effettuato dalla Camera di commercio nel 2011 dava ancora una percentuale dell’89% di commercianti ottimisti verso il futuro», racconta Amort.Tra i temi dell’assemblea, introdotta dal direttore Dieter Steger, il sostegno ai giovani e il passaggio generazionale, la pressione fiscale, il rapporto con il sistema creditizio e ovviamente le contestate liberalizzazioni nel commercio. Amort e il vicepresidente Dado Duzzi hanno punzecchiato l’assessore Thomas Widmann, che ascoltava in platea, ma l’assemblea ha segnato una tregua tra l’associazione e l’assessore.

La crisi. Il 2012 si annuncia più difficile, anticipa Amort, ma il commercio al dettaglio nel 2011 è andato forte, i servizi sono rimasti stabili e anche l’ingrosso. «Le piccola aziende familiari quindi tengono ancora», aggiunge Amort, «anche se con fatica. Il 2012 sicuramente è un anno difficile, segnato dall’ansia continua delle persone e dei mercati e dalla mancata capacità della politica di dare risposte che non si chiamino ancora tasse, ma che si chiamino alleggerimento, alleggerimento del peso storico delle tasse, alleggerimento del peso di piombo chiamato burocrazia e alleggerimento dell’altro piede di piombo che si chiama apparato pubblico». Quindi l’appello: «Dobbiamo essere uniti, in economia , con i partner sociali e con la politica. Non è possibile dare solo ai forti ciò che si aspettano. Dobbiamo invece sviluppare il comune benessere convogliando le forze verso un’unica meta, che deve essere rinforzare e sviluppare i punti di forza della nostra terra. L’anima centrale della nostra terra non è l’industria, ma la variegata forza rappresentata dall’artigianato, dal settore alberghiero, dall’agricoltura, insieme con i nostri settori del commercio». Sull’Imu, Amort accusa: «I contadini pagheranno poco, le prime case godranno di detrazioni. Sarà l’economia a portare il peso principale». Widmann non ha nascosto gli attriti sulla vicenda del centro commerciale, ma ha riconosciuto all’Unione, «di essere una associazione forte e unita, che pone problemi offrendo proposte di soluzione. Non siamo sempre d’accordo, ma condividiamo gli obiettivi di fondo. Non c’è solo il grande commercio, il mio assessorato sta sostenendo nei comuni 30 progetti di centri commerciali naturali. Di questa assemblea mi piace il clima di ottimismo. La crisi inizia nelle teste e i commercianti altoatesini dimostrano di avere un atteggiamento positivo. Siamo una realtà che regge meglio di altre, possiamo farcela anche in questa crisi». Critico il vicepresidente dell’Unione Dado Duzzi: «Il governo Monti non sta facendo nulla per rilanciare l’economia. E’ vero che in Alto Adige il commercio regge, ma nel 2011 le garanzie bancarie sono cresciute del 120%». La legge sul finanziamento al turismo è stata approvata, ma Duzzi ribadisce: «Inaccettabile una nuova tassa. Ribadiamo la nostra proposta: invece di colpire i singoli imprenditori, si prelevi l’importo fissato dai capitoli di bilancio riservati alla categoria». (fr.g.)

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