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BOLZANO. Sindacati e associazioni datoriali su posizioni differenti in merito alla riforma del mercato del lavoro che il governo sta portando avanti. Gli artigiani della Cna giudicano positivamente le semplificazioni che si vogliono apportare. Per la Cgil, invece, siamo di fronte - sull’art.18 - ad un attacco ai lavoratori, con i sindacati pronti a forme di protesta. E se gli artigiani Apa sottolineano che la riforma del mercato del lavoro rimane fondamentale, per la Uil l'obiettivo deve essere quello di estendere i diritti. «Quando si parla di riformare l'art.18, va ribadito innanzitutto che il traguardo di una riforma dovrebbe essere quello di accrescere il campo dei diritti, a partire da coloro che non hanno neanche quello fondamentale del lavoro stesso», afferma il segretario altoatesino, Toni Serafini. «Da una prima lettura, l'emendamento del governo allo Jobs Act, non brilla certo per chiarezza, enunciando solo alcuni principi e criteri direttivi, che si prestano a diverse interpretazioni», ancora la Uil.
«La semplificazione delle tante forme contrattuali e l’introduzione di un contratto unico a tutele crescenti, a tempo indeterminato e valido solo per le nuove assunzioni, rappresenta una soluzione equilibrata fra la tutela della garanzie in favore dei lavoratori e la flessibilità necessaria ad affrontare l’attuale fase recessiva», evidenzia Claudio Corrarati, presidente della Cna altoatesina. «Condividiamo che la definizione di un compenso orario minimo sia limitata ai soli contratti non sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative sul piano nazionale», aggiunge Corrarati. Tra le modifiche più significative, quella relativa all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori proposta negli ultimi giorni. «La novità riguarda il licenziamento ingiustificato nelle imprese con più di 15 dipendenti e prevede per il futuro unicamente il risarcimento del danno e non, come attualmente stabilito dall’articolo 18, il reintegro obbligatorio del lavoratore. - spiega Riccardo Giovani di Confartigianato, ieri a Bolzano per un congresso dell’Apa - Per le piccole e micro imprese la nuova regolamentazione è in ogni caso da prendere con le pinze». Il motivo si lega al fatto che l’articolo 18 prevede il risarcimento fino ad un massimo di 10 mensilità, mentre con la nuova legge, destinata in questa sezione a valere anche per le aziende con più di 15 dipendenti, il pagamento in oggetto può venire quasi raddoppiato.
«Il sindacato reagirà anche in Alto Adige nei modi e nelle forme necessarie all’ennesimo attacco ai diritti dei lavoratori». Ad affermarlo è il segretario della Cgil/Agb Alfred Ebner, che preannuncia mobilitazioni anche in provincia di Bolzano.


