BOLZANO. Superiore a tutte le aspettative la riuscita in Alto Adige dello sciopero generale di 4 ore indetto unitariamente da Fiom, Fim e Uilm: oltre l’80% dei lavoratori del primo turno ha incrociato ieri le braccia a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Sono questi i numeri - in Alto Adige il settore ha 12 mila occupati - della mobilitazione in provincia di Bolzano secondo i calcoli dei sindacati delle tute blu. «Particolarmente significativa - commenta il segretario generale della Fiom/Cgil, Fabio Parrichini, l’astensione dal lavoro all’Acciaierie Valbruna e Aluminium Bozen. Nel capoluogo abbiamo avuti picchi di adesione con medie all’80% e più, produzioni nelle più importanti fabbriche pressoché ferme, come nella migliore tradizione dei meccanici».

«Siamo determinati a conquistare un contratto nazionale di lavoro che continui a dare risposte collettive, tuteli i diritti e aumenti i salari. Qualsiasi modernizzazione non può essere fatta contro i lavoratori», ancora Parrichini. Davanti alle Acciaierie Valbruna a Bolzano hanno partecipato al presidio 250 lavoratori.

Per il segretario Fiom la riuscita dello sciopero dimostra come i metalmeccanici vogliono il rinnovo del contratto nazionale e che la riapertura del tavolo della trattativa è ormai un atto imprescindibile: «Quando Federmeccanica pensa che gli aumenti contrattuali debbano essere dati solo a una parte dei lavoratori, oltretutto irrisoria, mette in discussione la funzione universale del contratto nazionale».

Il segretario generale della Fiom/Mav ricorda che in Alto Adige uno stipendio base nel settore dei metalmeccanici va dai 1.000 ai 1.200 euro netti: «Se consideriamo il livello del costo della vita nella nostra provincia e la crisi del comparto, la necessità di avere un aumento della parte economica non può più essere rinviata». Secondo Parrichini, serve quindi un contratto di svolta che non lasci per strada nessuno. «Federmeccanica ci aveva lanciato una sfida, a cui abbiamo risposto degnamento con lo sciopero. Riaprire la trattativa e fare il contratto sono ormai una priorità», chiude il segretario Fiom. Per i sindacati «non accettabile la proposta formulata da Federmeccanica e Assistal sul salario, in quanto non riconosce al 95% dei lavoratori nessun aumento, rendendo così inutile e residuale il contratto nazionale». «È nostro obiettivo affermare il ruolo generale del contratto collettivo quale strumento di reale garanzia del potere d’acquisto del salario per tutte le persone che lavorano nelle imprese metalmeccaniche. Ciò insieme a una qualificazione ed estensione della contrattazione di 2° livello aziendale e territoriale che quindi confermano la struttura contrattuale su due livelli», così Fiom, Fim e Uilm. Comunque i sindacati non sottovalutano le importanti disponibilità espresse da Federmeccanica e Assistal (seppur non ancora sufficienti) su richieste sindacali quali la sanità integrativa e il diritto alla formazione per tutti, la previdenza complementare, il diritto allo studio e i congedi parentali.