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BOLZANO. È noto che le api sono una delle principali “sentinelle” della tenuta di un eco-sistema. Già adesso in alcune zone d’Europa le popolazioni di api sono diminuite drasticamente, persino del 70%, e negli Stati Uniti si calcola mediamente del 40 per cento. La causa principale è l’uso massiccio di pesticidi. Se si tiene conto che da questi insetti dipende più del 70 per cento dell’impollinazione delle specie vegetali e che l’impollinazione delle api genera un mercato di circa 256 miliardi di euro ogni anno, è facile capire quale possa essere la ricaduta ambientale, economica e sociale di ella diminuzione delle api. Per questo motivo la Provincia di Bolzano ha deciso di correre ai ripari con un protocollo rigido rivolto ad agricoltori e apicoltori in caso di anomalie o morie di api. La necessità è emersa nel corso di un incontro fra l'assessore all'agricoltura, Arnold Schuler e i vertici di associazione apicoltori, Servizio veterinario provinciale, Ufficio frutti- viticoltura e medicina ambientale. «Dal colloquio - spiega Schuler - è emerso che vi sono alcune falle nella catena informativa, e per questo motivo riteniamo centrale il confronto e la collaborazione fra tutte le parti in causa. Occorre seguire procedure sempre più unitarie e unificate, ne va del futuro dell'apicoltura in Alto Adige». Ma come si deve procedere quando vi sono casi di morie o malattie? L'apicoltore deve innanzitutto denunciare l'accaduto al sorvegliante sanitario o al veterinario. Una volta ottemperato quest'obbligo, il sorvegliante sanitario si reca sul posto a prelevare dei campioni per le analisi, e vengono compilati una serie di moduli che vengono poi inoltrati (assieme ai campioni) al veterinario ufficiale del settore apicoltura. Quest'ultimo, invia i campioni all'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, a Padova, dove viene effettuato un test per appurare se vi siano residui di prodotti fito-sanitari. Contemporaneamente, sempre il veterinaio ufficiale, informa di tutta la procedura l'associazione apicoltori e l'Ufficio provinciale frutti- viticoltura i quali sono chiamati a mettere in atto le azioni di loro competenza. Non sempre, però, l'iter viene seguito alla lettera. È recente, infatti, un caso di moria di api nella zona di Vilpiano dove l'Ufficio frutti- viticoltura è stato informato in largo ritardo dell'accaduto e non ha potuto effettuare i necessari controlli. In quel caso, dalle analisi era sì emersa la presenza di residui di prodotti fito-sanitari, ma le api erano risultate "contaminate" pure da due malattie che avrebbero provocato la moria anche in assenza di un influsso da parte dei fito-sanitari. Un ruolo fondamentale, in tutta la procedura, è svolto dal sorvegliante sanitario. Si tratta di un apicoltore formato che è a disposizione di tutti i soci dell'associazione e offre consulenza in caso di malattie, avvelenamenti, parassiti e quant'altro. In sostanza, il sorvegliante sanitario è una sorta di braccio destro del Servizio veterinario.


