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BOLZANIO. Nei giorni scorsi su iniziativa di A22, un gruppo di residenti del Comune di Brennero ha potuto vivere l’eccezionale esperienza di visitare il cantiere di ristrutturazione del grande viadotto di Colle Isarco, toccando con mano le caratteristiche di quella che è una delle più ardite opere ingegneristiche autostradali d’Italia. L’idea è nata per consentire ai residente del paese dominato dall’infrastruttura, di conoscere meglio quell’opera che ormai da quarant’anni fa parte indissolubile del loro paesaggio. «L’imminente fine dei lavori di consolidamento statico del viadotto – ha dichiarato l’amministratore delegato di Autobrennero, Walter Pardatscher– ci ha offerto la possibilità di far conoscere da vicino, ai residenti interessati, le caratteristiche di quest’opera d’ingegneria unica nel panorama alpino e le peculiarità dell’intervento di ristrutturazione in corso, lavori anch’essi eccezionali, che hanno lo scopo di migliorare la capacità statica e strutturale del viadotto». Com’è noto, il viadotto Colle Isarco rappresenta l’opera ingegneristica più complessa di tutto l’asse autostradale dell’Autobrennero. Lungo 1.028 metri e sorretto da dodici pile di altezza variabile tra 21 e 87 metri, l’opera d’arte è articolata in 13 campate di cui quella centrale è lunga ben 163 metri: fin da subito il viadotto si è imposto come elemento capace di caratterizzare tutto il paesaggio circostante. Dopo quarant’anni di servizio il viadotto stava mostrando segni di degrado, dovuti principalmente al frequente utilizzo di sali disgelanti durante le stagioni invernali. I lavori di consolidamento e rinforzo strutturale del viadotto, progettati dal direttore tecnico generale di Autobrennero Carlo Costa, si sono articolati quindi nella realizzazione di una precompressione esterna delle campate a cassone di maggior luce, dal risanamento dell’estradosso del ponte (soletta, cordoli, impermeabilizzazione, ecc.) e dalla sostituzione dei giunti di dilatazione. Dopo aver assistito ad una introduzione sulle caratteristiche dei lavori e sugli accorgimenti da adottare per vistare con sicurezza il cantiere, accompagnati dal Direttore dei lavori, l’ingegner Stefano Vivaldelli e dal Coordinatore per la sicurezza di fase in esecuzione, l’architetto Federico Marcato, e dopo aver indossato gli obbligatori dispositivi di protezione individuale, i visitatori hanno potuto vedere da vicino l’esito dei lavori, vivendo direttamente l’esperienza unica di poter percorrere il cantiere “sospeso” sotto il viadotto ad un’altezza di 110 metri dal suolo e di visitare l’interno dei cassoni strutturali, opere dalle dimensioni ciclopiche, difficilmente immaginabili da terra. Vivaldelli, percorrendo alcuni punti topici del cantiere, ha illustrato al gruppo i diversi interventi di consolidamento, mostrando le modalità di esecuzione e l’esito dei lavori, mentre Marcato ha illustrato, di volta in volta, gli accorgimenti messi in atto per garantire la sicurezza sia dei lavoratori, sia degli utenti dell’A22, sia con le tante infrastrutture che si interfacciano con l’autostrada in quel tratto (Ferrovia,Strada dell’Abetone ecc.). Si è trattato, quindi, di un’esperienza davvero unica, quella vissuta dal gruppo di partecipanti all’iniziativa, che hanno potuto visitare di persona il “ventre” del Viadotto di Colle Isarco. Tra il gruppo dei visitatori, composto in parte da amministratori pubblici, era presente anche il sindaco del Comune di Brennero, Franz Kompatscher, che ha così commentato l’iniziativa: «Il viadotto di Colle Isarco è un’opera d’ingegneria che ha influenzato fortemente la vita del nostro paese, perché costituisce oramai una parte integrande del suo paesaggio. Se quarant’anni fa vedere quel segno nel nostro skyline può essere stato un trauma, oggi la nostra convivenza con quest’opera è più serena. E la visita di oggi ha aggiunto importanti elementi per apprezzare ancora di più l’eccezionalità di questa struttura ingegneristica, della quale dobbiamo essere giustamente orgogliosi».
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