BOLZANO. Ottimismo. Questo il clima che regnava ieri nella sede di Assoimprenditori, dove il presidente Stefan Pan e il direttore Josef Negri, hanno presentato il bilancio sociale del 2014 elaborato da Mirco Marchiodi, responsabile del Centro studi dell'associazione.

«Il 2015 – ha detto Pan - sarà l'anno della svolta. Ciò non significa essere fuori dal lungo tunnel della crisi, ma iniziare un cammino di ripresa. Per questo però serve che a livello nazionale si facciano le riforme strutturali, ormai non più rinviabili, e ci sia contemporaneamente una ripresa della fiducia che sta crescendo soprattutto tra i giovani. Alla Provincia chiediamo sostanzialmente tre cose: meno tasse sul lavoro, una burocrazia più snella, costi dell’energia che consentano di confrontarci con i nostri competitor tedeschi e austriaci, dove per questa voce spendono il 30-40% in meno».

Due le parole d'ordine ripetute come un mantra nella sede di via Macello: innovazione e internazionalizzazione. Due requisiti che hanno consentito alle imprese altoatesine di fronteggiare la crisi e aumentare l’ export del 7% anche in un anno nero. Il valore delle esportazioni delle imprese associate vale 2,6 miliardi (pari al 72% dell’export complessivo della provincia).

Ecco dunque la fotografia dell'imprenditoria locale che esce dal bilancio sociale. Pur rappresentando l'1% del totale delle imprese altoatesine, le 474 associate occupano oltre 33 mila persone in Alto Adige e realizzano più del 70% dell’export provinciale; generano il 18% dell’occupazione dipendente, il 17% del valore aggiunto.

L’investimento sul personale in termini di retribuzione e contributi sociali è pari a 49.486 euro per dipendente, contro una media provinciale di 36.128. Dai dati del bilancio emerge, inoltre, che le imposte versate a titolo di Ires e Irap sono pari a 189,4 milioni di euro (il 29,6 % del gettito provinciale complessivo di queste due imposte), a cui vanno aggiunti altri 323,7 milioni di euro che i dipendenti delle imprese associate versano a titolo di Irpef sulle proprie retribuzioni.

«Questa è la dimostrazione - ha spiegato il presidente - che più le aziende sono competitive sui mercati internazionali, più alte sono le retribuzioni che possono garantire ai collaboratori e maggiore è il contributo al gettito fiscale per finanziare i servizi pubblici».

Pan ha evidenziato con orgoglio la competitività delle imprese associate: «Il valore aggiunto per addetto realizzato nelle nostre aziende è in linea con quello delle regioni europee economicamente più avanzate. Si tratta di imprese orientate all’export, ma allo stesso tempo fortemente radicate in Alto Adige. Questo garantisce una ricaduta positiva su tutto il territorio e contribuisce in maniera decisiva al gioco di squadra tra tutti i settori economici».

Il bilancio sociale di Assoimprenditori è stato elaborato sulla base dei bilanci delle aziende associate depositati presso la Camera di Commercio. La valenza dei dati è doppia: «Da una parte si sottolinea la centralità delle imprese manifatturiere all’interno dell’economia altoatesina, dall’altra emerge che più forti sono le nostre imprese, maggiore è la ricaduta sociale che la loro attività ha sul territorio. È per questo che dobbiamo impegnarci per rendere l’Alto Adige ancora più competitivo».