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BOLZANO. Un bilancio 2015 chiuso con un fatturato di 195 milioni di euro. Il prezzo medio per il latte pagato agli allevatori è lievitato del 3,4% sull’anno precedente, arrivando a 54,40 cent al chilogrammo. Numeri positivi per la cooperativa Latte Montagna Alto Adige (Mila e Senni), ma con nuvole minacciose che si segnalano per il 2016: dall’abolizione delle quote latte all’embargo russo.
L’esercizio 2015, per la cooperativa, è stato segnato da una situazione di mercato sana, sebbene complessivamente difficile. «Per noi, l’anno scorso è stata perfetto, siamo cresciuti e abbiamo dimostrato di essere tra le migliori cooperative del latte della provincia», ha affermato il presidente Joachim Reinalter, in occasione della recente assemblea generale tenutasi alla Casa delle associazioni di Cardano. I 2.646 soci di Latte Montagna Alto Adige, nell’esercizio 2015, hanno conferito 185,2 milioni di kg di latte, ovvero lo 0,3% in meno, pari a 483.000 kg, rispetto all’anno precedente. Inoltre, è stato fornito oltre un milione di chilogrammi di latte di capra. In veste di maggior cooperativa del settore, Latte Montagna Alto Adige copre quasi la metà della produzione in Alto Adige, pari a complessivi 378,5 milioni di kg nel 2015.
Per il latte conferito, ai soci è stato liquidato un totale di 100,9 milioni di euro, Iva inclusa, ovvero 3,8 milioni di euro in più rispetto all’esercizio precedente. «Nonostante l’aumento dei costi e l’incessante tendenza di concorrenti che operano al ribasso, abbiamo incrementato il prezzo medio del 3,4% a 54,50 cent al kg, Iva inclusa», sottolinea il direttore generale, Robert Zampieri.
Nel 2015 è stato complessivamente trasformato il 5% di latte in più rispetto all’anno precedente. «In pressoché tutti i gruppi di prodotto strategici abbiamo conseguito un andamento positivo», evidenzia Zampieri. Ad esempio, la percentuale di yogurt ha fatto registrare un +9,1%, superando i 56 milioni di kg. Parallelamente, la quota del latte sfuso è stata ridotta del 31,4%, vale a dire di quasi un terzo: un risultato ancor più importante, alla luce della netta flessione delle quotazioni latte nel 2014.
Il fatturato netto, nell’esercizio 2015, è ulteriormente cresciuto, raggiungendo i 195 milioni di euro, il 56% del quale conseguito sul mercato italiano, il 32% nella regione Trentino Alto Adige e il 12% all’estero. Per ogni chilo di latte, Latte Montagna Alto Adige ha registrato una creazione di valore aggiunto pari a 1,02 euro lordi.
Nel 2015 la cooperativa, con un totale pari a 9,2 milioni di euro, ha pressoché eguagliato gli investimenti dell’anno precedente. Lo sviluppo degli stabilimenti di Bolzano e Brunico procede speditamente; a Bolzano, inoltre, sono state costruite nuove cisterne per il latte pastorizzato ed entro un anno sorgerà il nuovo edificio amministrativo, comprensivo di Mila Shop, bar e bistro, mentre per il 2017, è prevista una nuova linea di yogurt. A Brunico è stato edificato un nuovo capannone per il conferimento del latte e per il 2017 è stato progettato un nuovo deposito per la stagionatura del formaggio.
Lo scorso anno, infine, sono stati fortemente sviluppati il marketing online e il comparto dei social media, mentre il sito web di Mila è stato rilanciato.
In netta controtendenza rispetto ai risultati positivi conseguiti nell’annata 2015, dall’esercizio in corso emergono segnali preoccupanti. L’abolizione delle quote latte, l’embargo russo, i mercati asiatici in frenata e il crollo dei prezzi del petrolio (che si ripercuote negativamente sul mercato del latte in polvere) hanno innescato una crisi del mercato del latte senza precedenti. «L’andamento si profila estremamente critico, senza contare che il mercato europeo è oltremodo saturo. Non c’è più un mercato per i conferimenti in eccesso», chiude il direttore generale Zampieri.
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