BOLZANO. Il retaggio del passato pesa ancora sui conti della Cassa di risparmio di Bolzano. Ma ci sono segnali, non di poco conto, che permettono di guardare con più ottimismo al futuro. I fondamentali funzionano e l’incidenza dei crediti deteriorati è di molto diminuita, tanto da permettere all’istituto bancario di posizionarsi bene a livello italiano. Così il bilancio 2016 si chiuderà con una perdita «tecnica» di alcune decine di milioni di euro - erano 19,9 nella semestrale - legata soprattutto all’operazione per ridurre i crediti deteriorati avviata lo scorso anno e che pesa a bilancio per una trentina di milioni, a cui aggiungere l’obolo Carispa per il salvabanche e il fondo Atlante (sempre a difesa del sistema bancario italiano). Così il 30 marzo prossimo gli azionisti saranno chiamati al voto sul bilancio che si chiuderà in rosso. «Ma già dal 2017 i conti torneranno in attivo», sottolinea il direttore generale ed amministratore delegato di Carispa, Nicola Calabrò. Annuisce, vicino a lui, il presidente dell’istituto bancario che in Alto Adige ha una quota superiore al 20 per cento, Gerhard Brandstätter. Agli azionisti verrà presentato anche il nuovo piano industriale quinquennale per il rilancio della banca. «Le filiali rimarranno più o meno le stesse - 110 - al massimo con la chiusura di qualche unità, anche se cambieranno sempre più i servizi offerti e lo stesso personale sarà soggetto alla formazione per i nuovi obiettivi che Carispa si darà», così Brandstätter.

Tornando ai «non performing loans», ovvero ai crediti deteriorati, i vertici della banca hanno un obiettivo: quello di scendere complessivamente da un miliardo e mezzo ad un miliardo, tenendo presente l’operazione da 320 milioni già fatta nel 2016. «Cessioni, ristrutturazioni, incassi per completare questo processo», ancora Calabrò.

Poi il nuovo piano industriale. «Tradizione, innovazione, tecnologia», ricordando che negli anni Carispa si è già alleggerita di 120 unità di personale, con un costo di 23 milioni di euro per gli «scivoli», messo a bilancio negli anni passati. Un ricambio generazionale che porterà ad un forte impegno anche nell’ambito della formazione del personale. «Servono, ad esempio, analisti finanziari e stiamo concretizzando in tal senso accordi anche con l’università di Bolzano», evidenzia Calabrò. «La banca non è un nemico, ma necessaria per lo sviluppo di un modello di economia ecosociale di mercato», spiega Brandstätter.

Ma torniamo ai fondamentali. Positivi quelli legati alla qualità ed alla liquidità, pur all’interno di una realtà che vede tassi di interesse molto bassi e un sistema di regole in continuo movimento. Per il 2016 si segnala un consistente aumento delle masse di risparmio gestito del 5,3% (+56 milioni di euro), superando pertanto quota 1,1 miliardi di euro. La riduzione dei crediti deteriorati ha permesso di diminuire l'incidenza degli stessi sul totale impieghi dal 23,8% di fine 2015 a un valore prossimo al 18%, valore che risulta adesso inferiore alla media del sistema bancario. Le nuove erogazioni di crediti alle aziende nel 2016 ammontano a 473 milioni di euro, in crescita del 118% rispetto alle erogazioni del 2015 (217 milioni di euro). Sono ulteriormente cresciuti i mutui a privati, già fortemente aumentati nell'anno precedente. Infatti, le nuove erogazioni nel 2016 ammontano a 295 milioni di euro e segnano un +7,5% rispetto alle erogazioni del 2015 (276 milioni di euro). E il patrimonio immobiliare di Carispa? «Stiamo ragionando su Sparim, alla fine verrà dismesso quello che non è funzionale al ruolo di una banca: non siamo un’agenzia immobiliare», chiude Calabrò.