BOLZANO. Nuovo record per l'occupazione in Alto Adige. A fine settembre i lavoratori dipendenti hanno raggiunto quota 245.803, con una crescita dell'1,5% rispetto ai 12 mesi precedenti. In valori assoluti l'aumento è stato pari a 3.684 unità.

Si tratta di 128.739 uomini (+1.417 pari all'1,1%) e di 117.063 donne (+2.267 pari al 2%). Numeri che vedono la crescita maggiore nel settore alberghiero, nel comparto del trasporto e magazzinaggio, nel commercio, nella sanità ed assistenza sociale e nella manifattura industriale.

In calo, ma con basse perdite, la manifattura artigianale, l'istruzione e la pubblica amministrazione.

«I dati di settembre fotografano una situazione positiva per quanto riguarda il mercato del lavoro, che ovviamente risente degli effetti positivi della stagione turistica», spiega Walter Niedermair, dell'Ufficio Osservazione mercato del lavoro della Provincia, a cui si devono questi dati.

«Interessanti anche i numeri riguardanti la disoccupazione. I disoccupati sono 10.462, con un calo dell'8,9% rispetto a settembre 2023, ovvero 1.023 persone senza lavoro in meno e questo è anche il frutto delle politiche portate avanti dalla Provincia», ancora Niedermair.«Il calo della disoccupazione registrata - soprattutto quella di lunga durata - è dovuto principalmente alle attività dei cen- tri di mediazione lavoro. Grazie all'incremento di personale avvenuto durante il 2023, i disoccupati registrati sono stati assistiti e supportati con offerte di mediazione e offerte di misure in modo più sistematico e più completo rispetto al passato», afferma sempre la Provincia.

Ciò comporta anche che alcuni dei disoccupati hanno dichiarato di non essere disponibili per il mercato del lavoro. Un altro numero consistente di iscritti è stato cancellato dalle liste, perdendo così lo status di disoccupato, perché non ha risposto all'invito.A livello di comparti con il maggior numero di occupati la fotografia dell'esistente segnala al primo posto il settore alberghiero con 41.575 unità, seguito dal commercio con 31.623 persone, i cosìddetti altri servizi (esclusi il lavoro a chiamata ed il settore domestico) con 28.163 persone, la manifattura industriale con 27.283 unità e la sanità e l'assistenza sociale con 24.408 persone.

Lasciando i dati di settembre e valutando il mercato del lavoro in Alto Adige con i dati più recenti che si riferiscono al periodo a cavallo tra 2023 (novembre) e 2024 (aprile), si nota che i contratti a tempo indeterminato sono in aumento (+1.240; +1,4%), salvo nel settore pubblico (-56 unità). In alcuni settori l'incremento è notevole, come ad esempio nel manifatturiero (+377), in quello alberghiero e della ristorazione (+315), nel commercio (+262) e negli "altri servizi" (+286). Anche il saldo positivo dei contratti a termine (+442; +1,9%) è dovuto principalmente al settore turistico (+394). Un contributo marginale proviene invece dall'edilizia (+10) e dagli "altri servizi" (+96), mentre si registra un calo di contratti a termine nel manifatturiero (-115), nel commercio (-51) e nel settore pubblico (-29). Anche il numero di apprendisti maschi è leggermente aumentato (+54; +1,3%).

Durante il semestre novembre 2023 - aprile 2024 risultavano occupati mediamente 75.359 lavoratori con 50 e più anni. Ciò corrisponde a un incremento del +3,8% rispetto all'anno precedente, pari a +2.763 occupati. Il 34,0% dei lavoratori dipendenti ha almeno 50 anni: 0,7% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e +3,8 punti percentuali rispetto a 5 anni fa. Da notare che questa fascia d'età è soggetta ad un incremento naturale della forza lavoro dovuto all'invecchiamento demografico.