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BOLZANO. Nel 2025, sono stati 442.035 i residenti in Alto Adige ad aver dichiarato al fisco redditi relativi all'anno d'imposta 2024 per un totale di 13,2 miliardi di euro e un reddito medio dichiarato di 29.850 euro. Con questi dati, la Provincia di Bolzano si colloca al secondo posto nella classifica nazionale dei redditi medi, preceduta solo dalla Lombardia (30.200 euro), contro una media nazionale di 25.820 euro. Sono i risultati dell'analisi annuale dell'Istituto promozione lavoratori sui dati del ministero dell'economia e delle finanze.
"Guardando la mappa dell'Alto Adige, ciò che più salta all'occhio sono le notevoli differenze tra i comuni e tra le comunità comprensoriali, dalle quali si evince anche in quale misura i territori contribuiscono all'erario", osserva il direttore Ipl Stefan Perini. I cinque comuni con il reddito medio più elevato sono Selva di Val Gardena (35.666 euro), Falzes (34.864 euro), Brunico (34.157 euro), Varna (33.856 euro) e Appiano sulla Strada del Vino (33.798 euro).
Il capoluogo Bolzano, in arretramento da diversi anni, con 31.855 euro si piazza in 18a posizione. In coda troviamo invece una serie di comuni della Val Venosta: Lasa (16.999 euro), Tubre (19.076 euro) e Castelbello-Ciardes (19.736 euro). Secondo gli autori dello studio Michael Paler e Fabian Hofer, i divari dipendono dalla diversa struttura economico-occupazionale dei territori, dal trattamento fiscale dell'agricoltura e dal fenomeno dei lavoratori transfrontalieri.
Sul fronte del gettito Irpef, la città di Bolzano, seconda per numero di contribuenti dopo il Burgraviato, contribuisce per il 21,1% alle entrate fiscali provinciali. Seguono il Burgraviato (18,5%) e la Val Pusteria (16,4%). I contribuenti che pagano più imposte nette in media risiedono a Selva di Val Gardena (9.068 euro) e Falzes (8.492 euro); quelli che ne pagano meno a Martello (4.025 euro) e Tubre (4.180 euro). Il confronto decennale, possibile grazie ai dieci anni di analisi condotte dall'Ipl, evidenzia i comuni che hanno scalato la classifica, come Marebbe (più 44 posizioni) e Sesto (più 40), e quelli che sono scesi, tra cui Braies (meno 40) e Villabassa (meno 33). "L'Alto Adige si conferma tra i territori con i redditi più elevati d'Italia, ma permangono differenze significative tra aree e categorie di contribuenti. È quindi necessario promuovere una maggiore equità fiscale, affinché il carico tributario sia distribuito in modo più equilibrato e tutti contribuiscano secondo le proprie capacità", commenta il presidente Ipl, Stefano Mellarini


