BOLZANO. Il Trentino Alto Adige è tra i finalini di coda a livello nazionale per quanto riguarda le reti d’impresa. Sono 157 le aziende con sede in regione coinvolte in contratti di rete, pari all’1,7 per cento del totale del Belpaese. A livelli più bassi solo Basilicata, Molise e Valle d’Aosta. È quanto si evince dall’Osservatorio di Intesa Sanpaolo-Mediocredito Italiano. La classifica regionale continua a essere guidata dalla Lombardia con 2.019 imprese in rete, mentre consolida la sua seconda posizione l’Emilia Romagna con 1.128 imprese. Al terzo posto la Toscana con 982 imprese coinvolte. Circa il 45% delle imprese italiane in rete si trovano in queste tre regioni. A livello provinciale primeggia Milano con 667 imprese; seguono Roma (444) e Brescia (348). La provincia triveneta meglio posizionata è Verona, che si colloca al 10° posto in Italia, con 211 imprese coinvolte.

In Italia al 1° ottobre 2014 risultavano registrati in Camera di Commercio 1.770 contratti di rete in cui erano coinvolte 9.129 imprese. Di queste 1.226 (il 13,4% del totale) erano inserite all’interno di 173 reti con soggettività giuridica.

Il fenomeno reti ha mostrato una progressiva accelerazione negli ultimi anni. Nel 2011 in ogni trimestre sono entrate mediamente in rete 326 imprese; nel 2012 si è saliti a 576, nel 2013 a 891 e nei primi nove mesi del 2014 a 793. L’accelerazione del biennio 2013-2014 ha riguardato le reti contratto e, soprattutto, le reti soggetto. Nei primi nove mesi del 2014, infatti, il numero di imprese che sono entrate in reti soggetto è salito a 179 in media a trimestre, il 22,6% del totale.

Sta, inoltre, crescendo il numero dei contratti interessati da trasformazioni societarie: a inizio ottobre 2014 sono, infatti, salite a quota 113 le reti caratterizzate dall’ingresso di nuove imprese (il 6,4% del totale). Lo strumento, pertanto, oltre a mostrare un’elevata flessibilità in termini di obiettivi e organizzazione, si dimostra aperto all’ingresso e/o all’uscita degli attori imprenditoriali dalla rete. Nonostante il forte sviluppo osservato negli ultimi anni, il grado di diffusione dei contratti di rete è ancora relativamente contenuto rispetto al complesso del tessuto produttivo.

In questo numero dell’Osservatorio sono stati verificati gli effetti dei contratti di rete sulle performance economico-reddituali del 2012-2013 delle imprese entrate in rete nel corso del 2011. Le statistiche descrittive disponibili offrono segnali ancora molto deboli: nel biennio 2012-2013 le imprese che erano già in rete nel 2011 hanno mostrato un calo del fatturato solo di poco inferiore a quello delle imprese non in rete (-3,6% contro un -4,9%).