BOLZANO. Prima la minaccia di revoca, poi l’avvio della procedura. Adesso l’archiviazione del procedimento da parte della Provincia. La gestione della centrale idroelettrica di Rio Pusteria resta nelle mani della società Eisackwerk Rio Pusteria Srl, che fa capo, tra gli altri, agli imprenditori Hellmuth Frasnelli e Karl Pichler. Nessuna lesione alla legge provinciale che vieta la presenza di «soci occulti» nelle società produttrici di energia elettrica. Le famose fiduciarie, parte integrante dello scandalo Sel nel suo insieme.

Il nuovo impianto idroelettrico di Rio Pusteria immette l’energia prodotta nella rete ad alta tensione già da qualche settimana. In solo 19 mesi di costruzione è stato costruito un impianto idroelettrico nuovo spostando la sala macchine 850 metri all’interno della montagna in una caverna appositamente costruita che viene alimentata da una condotta forzata verticale di 440 metri nella roccia. Le vecchie condotte forzate a monte di Rio Pusteria sono state rimosse, con il nuovo impianto che produrrà circa 100 milioni di Kwh cioè 20 milioni all’anno in più di energia pulita e rinnovabile.

Era il 24 settembre scorso, quando il presidente della Provincia affermava che «se le verifiche dovessero portare all’individuazione di una fiduciaria non resa pubblica secondo i termini di legge, la giunta provinciale dovrà avviare l’iter di revoca della concessione». Si riferiva alla società che gestisce l’impianto di Rio Pusteria. «Abbiamo immediatamente reagito, smentendo in modo categorico che nella compagine sociale ci fosse una sola società fiduciaria, rendendo pubblica la propria struttura societaria (conoscibile comunque da tutti mediante una semplice visura al registro delle imprese presso la Camera di commercio)», sottolinea Karl Pichler. Alla data del 24 settembre l’investimento nella costruzione della nuova centrale di Rio Pusteria aveva già superato i 25 milioni di euro.

«Verificata la totale assenza di fondamento, la Eisackwerk Rio Pusteria Srl ha deciso di rispondere alla comunicazione d’avvio della procedura di revoca, dimostrandone la totale assenza dei presupposti», conclude Pichler. Ora l’archiviazione del procedimento. In questa fase, legata a tutte le concessioni sotto esame da parte della magistratura, si è deciso di non battagliare troppo con i privati. Frasnelli e Pichler da una parte, Provincia e Sel dall’altra hanno da risolvere ancora il caso della centrale di Sant’Antonio. Azienda energetica permettendo.