BOLZANO. Ottimizzare i processi, risparmiare sui costi, dare a zootecnia e settore lattiero-caseario una voce più forte - perché unitaria - e fare fronte comune contro le difficoltà poste dal mercato: questi sono gli obiettivi cui punta il network di aziende creato dalle associazioni provinciali del settore zootecnico e lattiero-caseario.

Lo scorso anno anche in Alto Adige si è registrata una leggera crescita del 3,6 per cento della quantità di latte fornita, che si sono attestate a 392,1 milioni di chilogrammi. Nonostante questo aumento, è stato comunque possibile mantenere pressoché costante il prezzo del latte per l’allevatore, che si aggira in media intorno ai 49,98 centesimi al chilo. La Federazione Latterie conta in tutto l’Alto Adige 4.795 fornitori. In questo contesto spiccano le aziende di piccola scala, 15 vacche da latte e una quantità di latte fornito di 81.000 chili sono la media annuale altoatesina.

Il prezzo del bestiame soggetto a oscillazioni, lo sviluppo del mercato segnato dall’incertezza e le crescenti quantità di latte presenti sul mercato europeo sono le principali sfide che l’agricoltura di montagna deve affrontare. «In un simile contesto economico, i tempi in cui ognuno poteva combattere solo per sé stesso sono definitivamente tramontati», affermano i presidenti della Federazione Latterie Alto Adige e dell’Associazione delle organizzazioni zootecniche altoatesine - Apa di Bolzano, rispettivamente Joachim Reinalter e Siegfried Gatterer. «Ecco perché, come associazioni, abbiamo deciso di agire in maniera ancor più coordinata», sottolineano i due presidenti.

«Agire in maniera ancor più coordinata» significa un contratto di rete. «Sul piano giuridico questa retet ci apre nuove possibilità di collaborazione», aggiunge Reinalter. Opportunità che vanno utilizzate in maniera coerente. «In ultima analisi il settore zootecnico e quello lattiero-caseario sono due facce della stessa medaglia: l’uno è il fondamento dell’altro, entrambi rappresentiamo gli interessi degli agricoltori di montagna dell’Alto Adige e puntiamo ai medesimi obiettivi», sottolinea Gatterer.

La già stretta cooperazione all’interno della Casa della zootecnia sarà quindi ulteriormente rafforzata dal network appena creato, per esempio grazie ad attività promozionali condivise e a presenze collettive a fiere, grazie alla creazione di un monitoraggio sanitario e alla rilevazione comune di dati per la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti in grado di affrontare con successo le sfide del mercato. Oltre a questo si dovrebbe anche puntare più incisivamente sulle sinergie in ambito amministrativo, contabile e informatico, sempre con l’obiettivo di alleggerire le singole associazioni.

Non da ultimo il network del settore zootecnico e lattiero-caseario avrà una voce unitaria: sia nei confronti della politica sia nei confronti della collettività. «Solo insieme saremo in grado di creare un nuovo valore sociale che rispecchi l’importanza dell’agricoltura di montagna per questa provincia», concludono Reinalter e Gatterer. (m.dal)